mercoledì 9 novembre 2011

Eolie: riflessioni



Un arcipelago, sette mondi diversi, o almeno quattro, quelli che abbiamo esplorato durante questo fantastico viaggio in barca a vela.
È verissimo quanto si legge comunemente: bisogna spostarsi spesso da un'isola all'altra e tornare più volte nello stesso posto. Perché mille sono le sfumature da cogliere, mille i dettagli da fare propri, mille luci diverse, mille odori portati dal vento.

Immagini delicate, vulnerabili carezze di natura e di umanità che si nasconderebbero se, oltre a noi, ci fossero migliaia e migliaia di turisti di un agosto qualsiasi. Per fortuna, e un po' per incoscienza, le circostanze ci hanno portato qui fuori stagione. Ma alla fine, quale stagione? Con il senno di poi questa è la "stagione". Quell'epoca in cui la solitudine ti permette di cogliere ogni dettaglio senza doverti curare di presenze estranee, quella in cui ogni manifestazione naturale o umana sembra recitata apposta per te. Sai che non è così, ma viene da sorridere a pensare che solo i tuoi occhi, in quell'istante, stanno godendo di quello spettacolo.
Salina, Vulcano, Lipari, Stromboli. Questi sono i mondi che abbiamo percorso a vela e a piedi in una settimana di metà autunno. Mai una goccia di poggia, non una raffica eccessiva. Temperatura che, come se disponessimo di un termostato, si adattava alle nostre esigenze. Certo non è sempre così, ma questo è stato l'abbraccio con cui l'Eolie hanno accolto questo piccolo gruppo di esploratori.
Al di là di ciò che i sensi colgono ogni luogo è stato capace di offrire un'emozione personale. Lo si capiva dagli sguardi, dai silenzi o dai sorrisi, condivisi o no.
Vuoi far innamorare una persona? Portala a Pollara. Esistono tanti scorci di Mare suggestivi in Italia, ma Pollara è uno di quei luoghi che...è bello sapere che esiste. Ti siedi su una delle rampe dei magazzini e attendi che Pollara disseti il tuo spirito, in silenzio.
A risalire la Fossa delle Felci, a Salina, viene fame. È come passeggiare nel giardino dell'Eden. Corbezzoli, funghi, castagni, bulbi grandi come pompelmi che germogliano in ogni stagione, fichi d'India, aromi di tutti i tipi. Se vuoi capire cos'è la biodiversità sali alla Fossa delle Felci da Santa Marina e scendi verso Lingua. La stessa montagna ti mostrerà due ecosistemi completamente diversi nemmeno si trattasse di un orto botanico.
La Baia di Ponente a Vulcano è un grembo caldo e sorridente. Giovanni dice che il fondale è disseminato di relitti perché quando spira il maestrale la baia si trasforma in una trappola mortale. Sarà, ma in tutte le altre condizioni è una culla da guardare dall'alba al tramonto con le mani sui fianchi.
A Lipari incontri gruppetti di signore eleganti e fiere di vivere in quella minuscola capitale in mezzo al mare. Ci sono i pescatori, orgogliosi di quei quattro gomitoli di lische che il mare ha concesso. Anche un granchio conquista un minuto di gloria se dà sapore ad una zuppa di spine.
A Stromboli ti batte il cuore. Grumi di case bianche, motorette, barche di legno e un'umanità che si arrangia ad offrire improbabili servizi di fortuna. Poche strutture, nessuna strategia, un piacevole Circo Barnum sempre pronto a levare le tende nel caso il toro meccanico decida di tossire più forte del solito. La salita alla vetta. Montagna che respira, anzi che russa. Ti arrampichi sul suo dorso sperando che non si svegli. Come farà ad esplodere in fantastici fuochi d'artificio ogni cinque minuti senza sbagliare mai? Come fa a calibrare la sua energia con tale precisione? Come fa a non incenerire, così per sbaglio, almeno un gruppo di turisti al giorno? Trovalo un altro vulcano che ti lascia fare come Stromboli. Pensaci bene: esplode ogni cinque minuti. Potrebbe farlo una volta alla settimana. Per lui sarebbe la stessa cosa. Invece lo fa ogni cinque minuti in modo che abbia senso quella piccola economia di chi lavora grazie al vulcano, che la tua fatica di salire fino in cima sia sempre ripagata. Ha del miracoloso.

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