lunedì 10 dicembre 2012

La fantastica storia della Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón, Islanda

Quando i nostri geologi raccontano dell’evoluzione della superficie del nostro Pianeta ricorrono spesso ad un esempio: noi siamo come gli spettatori che di un film osservano solo un singolo fotogramma, tutto il resto della vicenda può essere ricostruito o immaginato, ma non può essere osservato perché il tempo di cui disponiamo è troppo breve rispetto al “tempo geologico”. L’Islanda, terra geologicamente molto giovane, offre moltissime situazioni in cui questo principio può essere applicato, ma due, più di altre, sono particolarmente suggestive perché la successione di eventi capaci di modificare il territorio si svolge in tempi così brevi da poter essere percepita, lasciando l’osservatore spesso attonito. Ci riferiamo alla Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón e al vulcano Askja. Cominciamo con Jökulsárlón.

Il rettangolo bianco indica la collocazione della Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón, al margine sudorientale del ghiacciaio Vatnajökull.

La Laguna degli Iceberg è uno dei luoghi più celebri d’Islanda. Ha ospitato decine di film (due episodi di 007, per esempio) e di spot pubblicitari. E’ il luogo suggestivo per eccellenza, in Islanda. La Laguna, oggi immensa e costellata di iceberg, si è formata a partire dal 1934 in seguito al ritiro del ghiacciaio Breiðamerkurjökull, una delle lingue meridionali del ghiacciaio Vatnajökull. Prima, semplicemente, non esisteva e il ghiacciaio raggiungeva la costa restando separato dall'oceano solo da una stretta striscia di sabbia e detriti rocciosi portati fin lì dal movimento del ghiacciaio stesso. Un viaggiatore degli anni trenta avrebbe osservato uno scenario completamente diverso da quello attuale: un'immensa lingua di ghiaccio larga circa 20 chilometri terminava a soli 250 metri dall'oceano. Con i ritiro del ghiacciaio la laguna ha cominciato a prendere forma e ad ampliarsi sempre di più.

Il ghiacciaio Breiðamerkurjökull, composto dall'unione di quattro lingue sud orientali del ghiacciaio Vatnajökull, delimita a nord ovest la Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón, evidenziata dalla linea gialla. La strada n. 1, l'unica della regione, corre sulla stretta lingua di sabbia e detriti rocciosi che separa la Laguna dall'oceano
Il canale che drenava le acque di fusione del ghiacciaio ha iniziato a mettere in comunicazione la laguna con l’oceano permettendo alle maree di far oscillare il livello della laguna e trasferendo queste oscillazioni al ghiacciaio che, nella sua parte terminale galleggiava, e galleggia ancora oggi, sulle acque della laguna stessa. E’ questo movimento oscillatorio che agevola il distacco dei blocchi di ghiaccio dal corpo del ghiacciaio e la loro lenta fluttuazione verso l’oceano. Il ritiro del ghiacciaio ha comportato anche l’interruzione del flusso di materiale verso la striscia di sabbia e detriti rocciosi che contornava il ghiacciaio al momento della sua massima espansione e che ancora oggi separa la laguna dall’oceano. Oggi quei materiali detritici cascano sul fondo della laguna anziché depositarsi al suo margine meridionale. Questo espone la costa all’azione erosiva dell’oceano che non è più contrastata dall’apporto di nuovo materiale. Oggi l’oceano dista circa 350 metri dalla laguna, ma se ne avvicina ad una velocità di circa 10 metri all’anno.

La Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón, indicata dalla linea gialla, il breve canale che la mette in comunicazione con l'oceano, in bianco, e la strada n. 1 che supera il canale tramite un ponte.
Se l’oceano dovesse avere la meglio sui detriti che ancora proteggono la laguna Jökulsárlón sarebbe invasa dalle acque oceaniche e si trasformerebbe rapidamente in un golfo ampio decine di chilometri quadrati e delimitato, a nord, dal più grande ghiacciaio d’Europa, circa 8400 chilometri quadrati. Un vasto settore dell’Islanda meridionale cambierebbe morfologia, ma anche la vita stessa degli islandesi. Sulla striscia di detriti che separa la laguna dall'oceano corre l’unica via di comunicazione possibile fra il sud e l’est del paese. Se questa striscia di materiale detritico dovesse sparire non ci sarebbero più possibilità di comunicazione diretta fra i due settori del territorio, se non il passaggio a nord del Vatnajökull, centinaia di chilometri a nord. Roba da far girare la testa...
L’evoluzione di questo ambiente è influenzata anche da un altro fattore: il ritiro del ghiacciaio ha “alleggerito” un territorio vastissimo che, esattamente come una barca a cui viene rimosso il carico, sta reagendo sollevandosi ad una velocità di circa 4 centimetri all'anno  Questo, naturalmente, contrasta e rallenta gli effetti dell’erosione dell’oceano, ma nessuno è oggi in grado di dire con certezza quale sarà l’esito di questo complesso processo. Jökulsárlón sparirà nel giro di qualche decennio? Riuscirà a sopravvivere ancora per chissà quanto aiutata da elementi che ancora non siamo in grado di osservare? Se fosse vera la prima ipotesi la nascita della Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón, la sua evoluzione e la sua trasformazione in un immenso golfo, con tutti gli effetti sulla vita degli islandesi, si compirebbe in circa un secolo. E’ una trasformazione del territorio davvero sorprendente ed affascinante...e abbiamo raccontato solo gli ultimi cento anni.
Per ora continuiamo ad ammirare questa meraviglia della natura proprio come gli spettatori di un film avvincente di cui ignoriamo il finale.
Jökulsárlón è una delle mete principali dei nostri viaggi in Islanda.
Qui trovi un nostro filmato realizzato alla Laguna degli Iceberg,


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