martedì 31 maggio 2011

Islanda - Quando il sole non tramonta mai

Potrà sembrare strano, ma il primo viaggio dell'estate porta con sé una certa dose di incognite e di mistero. Ritroviamo infatti luoghi familiari che sono rimasti isolati dalla neve e protetti dal silenzio assoluto per dieci mesi. Quindi? - direte voi - cosa significa? Significa che in certi angoli d'Islanda dieci mesi sono sufficienti per trasformare il paesaggio. Una terra giovane in continua evoluzione regala anche questo. E' il fascino degli altopiani. Per esempio Drekagil (La Valle dei Draghi), alle pendici del vulcano Askja, è ammantata dai depositi di pomice dell'eruzione del 1875. Questi vengono rimodellati dal peso della neve e dalle valanghe ad ogni inverno. Già ora sappiamo che il sentiero che abbiamo percorso per tutta la scorsa estate non esiste più, ma che seguiremo un'altra via, magari sul versante opposto.



Due anni fa, durante il viaggio di giugno, abbiamo tracciato l'accesso al Lago di Viti, sempre nel vulcano Askja. I gradoni impressi nell'argilla ammorbidita dal disgelo hanno resistito per tutta l'estate permettendo a tutti i visitatori di quell'anno di scendere nel cratere senza particolari difficoltà.
Anche a Kerlingarfjoll troveremo un paesaggio nuovo. I depositi di cenere vulcanica che caratterizzano questa regione, inumiditi dal vapore, avranno continuato a colare lentamente verso valle disegnando nuovi calanchi, svelando nuove sorgenti di acqua calda o chissà cos'altro.
Le lingue meridionali del ghiacciaio Vatnajokull, comprese quelle che si estendono nel Parco Nazionale di Skaftafell e nella Laguna degli Iceberg di Jokulsarlon, appariranno ancora nere, almeno in parte, grazie alle ceneri dell'eruzione di Grímsvötn della primavera del 2011. Ancora un paesaggio nuovo che nessun essere umano ha mai potuto ammirare prima, almeno negli ultimi secoli.
Forse i viaggiatori che vedono l'Islanda per la prima volta faticano ad apprezzare completamente questo paesaggio che muta, questa terra che vive, respira e si trasforma, ma per noi che torniamo ad ogni estate l'emozione è assicurata.
C'è poi un fattore che spiazza tutti, sempre. Si lascia l'Italia e le sue giornate scandite da luce ed oscurità e ci si trova in un luogo in cui la notte, letteralmente, non esiste. Sempre luce, sempre sole. Devi impegnarti per vedere quando il sole cala sotto l'orizzonte. Solo pochi minuti, poi è di nuovo alba. La tentazione di partire per una passeggiata alle 2 o alle 3 di notte è fortissima. Quante volte non abbiamo resistito. Due passi fra gli pseudocrateri in riva al Lago Myvatn, solo un'ora magari, o anche meno, ma non c'è nessuno, solo uccelli di tutti i tipi e questa luce che incendia forme che ti aspetteresti immerse nell'oscurità più assoluta. Due chiacchiere sotto voce in quell'ambiente sorprendente valgono molto più di un'ora rubata al sonno.
Quanti bagni "notturni" ci siamo concessi quando le sorgenti calde sono vuote, tutte per noi. E' una sensazione strana, libertà assoluta, forse trasgressione, dialogo con una natura che non credevi esistesse e che invece è tutta per te. Sai che pagherai, perché il tuo organismo reclamerà quelle ore sottratte al riposo, ma ci penseremo domani, anzi oggi. Si vive una volta sola.
Questo è il nostro viaggio in Islanda con partenza nel mese di giugno.

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