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Aurora Boreale estiva in Islanda


Ecco una domanda che ci viene posta con una certa frequenza: "In Islanda si riesce a vedere l'aurora boreale anche in estate?"
La risposta è...Sì, a partire da metà agosto. Vediamo perché.
L'aurora boreale può essere vista in certe condizioni (ne abbiamo già parlato qui):
1) l'attività magnetica del Sole deve essere intensa ed orientata verso la Terra;
2) il cielo deve essere sereno e scuro;
3) è necessario trovarsi alla latitudine appropriata;
A questo si aggiunge che l'aurora boreale è più intensa e frequente all'approssimarsi degli equinozi e che la luce lunare nelle ore notturne non facilità l'osservazione, ma può comunque generare paesaggi notturni particolarmente suggestivi e può essere utile per chi intende fare fotografie. Ultimo elemento: l'aurora boreale, alla latitudine dell'Islanda, si sviluppa tipicamente in un arco di tempo compreso fra circa tre ore prima e tre ore dopo la mezzanotte locale, quindi tra le 21 e le 3 del mattino.
Il mese di agosto in Islanda, ed in particolare la sua seconda metà, offre già tutte queste condizioni.
A metà agosto, in coincidenza con l'inizio di questo nostro viaggio, il sole sorge intorno alle 5 e tramonta intorno alle 22. L'oscurità notturna è quindi già sufficientemente estesa da garantire una discreta "finestra" di cielo scuro a cavallo della mezzanotte. Le condizioni migliorano ulteriormente verso fine mese: il sole sorge intorno alle 6 e tramonta poco prima alle 21. Ecco qui le effemeridi del Sole a Reykjavík per tutto il mese di agosto.
Questo non significa che la seconda metà di agosto sia il periodo migliore dell'anno per vedere l'aurora boreale. Significa che nella seconda metà di agosto la notte offre già alcune ore di oscurità per poterla vedere bene e che, soprattutto, la si può vedere dagli Altopiani (inaccessibili da settembre a fine giugno) e in condizioni meteorologiche propriamente estive. A settembre la "finestra" di oscurità notturna è ancora più estesa - quindi ancora più favorevole - ma le condizioni meteorologiche non sono più estive e gli Altopiani, normalmente, non sono più raggiungibili.
Naturalmente la probabilità di vedere l'aurora boreale è proporzionale al numero di notti che si decide di trascorrere in Islanda. La nostra esperienza ci suggerisce di non considerare un numero di notti inferiore a sei per avere una speranza ragionevole di avere successo.
Come mai, allora, si legge spesso che la seconda metà di agosto non è un buon periodo per vedere l'aurora boreale in Islanda? La risposta è semplice, perché, effettivamente, la "finestra" di oscurità disponibile a metà agosto non copre tutte le sei ore in cui si ha la massima probabilità di osservazione, specialmente nei primi giorni dopo metà agosto, perché un islandese sa che può vedere l'aurora boreale in orari più comodi a settembre o in altri periodi dell'anno e perché, se si parla solo di aurora boreale, effettivamente ci sono momenti dell'anno in cui l'osservazione è più agevole. Se, invece, si considera anche il clima (estivo nella seconda metà di agosto) e il luogo da cui si può osservare l'aurora (nel nostro caso anche gli Altopiani) risulta che la seconda metà di agosto è un ottimo periodo.
Una curiosità simpatica riguarda poi il rapporto tra gli islandesi e l'aurora boreale. Per la maggior parte degli islandesi l'aurora è un fenomeno totalmente irrilevante. Sono del tutto disinteressati ad un fenomeno naturale che fa parte della loro quotidianità. In Islanda, per esempio, sopravvive la credenza popolare secondo cui l'aurora si sviluppa solo nelle notti molto fredde. L'idea, scientificamente infondata, nasce dal fatto che l'aurora sia visibile quando il cielo è sereno. Nelle notti con cielo sereno la temperatura, in Islanda come altrove, è spesso più bassa che nelle notti con cielo coperto, perché l'assenza di copertura nuvolosa permette una più rapida ed efficace dispersione del calore diurno. Questo non basta per invertire la causa con l'effetto: non è il freddo a favorire l'aurora, è il cielo sereno - che a sua volta favorisce le basse temperature - a renderla visibile.
Molte sono le strategie che permettono di mettersi nelle migliori condizioni evitando di affidarsi al caso. In questa sezione abbiamo raccolto tutti i nostri articoli dedicati alla ricerca dell'aurora boreale in Islanda.
Nel viaggio in Islanda della seconda metà di agosto di qualche anno fa abbiamo osservato una delle aurore boreali più luminose degli ultimi decenni. La puoi vedere nel video all'inizio di questo articolo.

Paolo Cortini ha scritto questo articolo

Aurora boreale estate Islanda
Aurora boreale sopra Reykjavík

Il vulcano Keilir in Islanda ad un passo dall'eruzione

Eruzione Keilir Islanda
Il vulcano Keilir nell'Islanda occidentale. Foto di Paolo Cortini, marzo 2020


Chi ci segue abitualmente sa che da un paio d’anni osserviamo l’evoluzione degli eventi “vulcanici” sulla Penisola di Reykjanes, nell’Islanda occidentale, in particolare l’attività sismica tra i piccoli vulcani Þorbjörn e Keilir.

È notizia del 3 marzo 2021, che in corrispondenza del vulcano Keilir si registrano tutti i sintomi che spesso precedono un'eruzione vulcanica.

Cerchiamo di capire cosa stia succedendo.
La Penisola di Reykjanes è un’area vulcanica attiva che sorge su una delle strutture geologiche più importanti ed estese del Pianeta, la dorsale medio atlantica.
La dorsale medio atlantica, una sorta di lunghissima cicatrice sulla superficie della Terra, è estesa lungo tutto il fondale dell'oceano atlantico da nord a sud, attraversa interamente l'Islanda e divide i domini geologici nord americano da quello euroasiatico e il dominio sud americano da quello africano. È la proiezione sulla superficie terrestre di imponenti fenomeni che avvengono nel mantello terrestre ad una profondità compresa tra pochi chilometri e 400/700 km. In superficie la dorsale medio atlantica si manifesta come uno "sciame" di fratture del terreno - in alcuni casi molto profonde - orientate da sud ovest a nord est. Occasionalmente queste fratture si estendono fino ad intercettare il magma sottostante, favorendone la risalita. Questo processo, nell'area in cui si sarebbe formato l’oceano Atlantico settentrionale, è iniziato almeno 200 milioni di anni fa e prosegue oggi. Si manifesta attraverso una continua attività sismica ed eruzioni vulcaniche. Quello che identifichiamo come "oceano Atlantico" è in realtà il prodotto dell'allontanamento delle due masse continentali nord americana (in realtà la “placca” nordamericana) ed euroasiatica (la “placca” euroasiatica). La dorsale medio atlantica è il "cuore" superficiale di questo processo.

In diretta da Keilir

La Penisola di Reykjanes è letteralmente tagliata in due dalla dorsale medio atlantica. Il settore occidentale della Penisola si muove verso ovest “seguendo” la placca nordamericana, il settore orientale si muove verso est “seguendo” la placca euroasiatica.

Da un paio d’anni sulla Penisola di Reykjanes si registrano “sciami sismici”, ossia serie di centinaia o migliaia di terremoti di intensità bassa e media, tutti concentrati in un intervallo di tempo piuttosto contenuto, dell’ordine di qualche settimana, e tutti localizzati in un’area molto ristretta, qualche decina di chilometri quadrati. L’ultimo di questi sciami sismici in ordine di tempo è iniziato nel mese di febbraio 2021 ed è stato accompagnato da una “distensione” (allontanamento di punti che si trovano da parti opposte della dorsale) piuttosto marcato. A partire dal 25 febbraio a questa distensione si è associato un innalzamento della superficie del terreno di qualche centimetro. Negli ultimi giorni questi fenomeni si sono concentrati in un settore immediatamente a sud del vulcano Keilir, lungo una faglia che unisce Keilir con un altro piccolo vulcano chiamato Fagradalsfjall.

Nel pomeriggio del 3 marzo l’Ufficio Meteorologico Islandese ha segnalato la presenza di tremore vulcanico, cioè quel tipo di attività sismica "caotica" e superficiale che, spesso ma non sempre, accompagna l’inizio di un’eruzione vulcanica.
Vi terremo aggiornati.
Di seguito alleghiamo qualche immagine.

Scrive e aggiorna questo articolo il nostro Paolo Cortini, geologo e accompagnatore dei viaggi in Islanda di 90° EST.

In questo video il nostro Paolo Cortini tiene una lezione per gli studenti del corso di laurea in Scienze Naturali dell'Università di Milano, proprio dalle pendici di Keilir.


La Penisola di Reykjanes in Islanda
La Penisola di Reykjanes su cui sorge il vulcano Keilir



Vulcano Keilir, Islanda occidentale
Il vulcano Keilir






Terremoti Islanda
I terremoti in Islanda nella giornate del 2 e del 3 marzo 2021. Proprietà dell'immagine: IMO

Terremoti Keilir
I terremoti sulla Penisola di Reykjanes nelle giornate del 2 e del 3 marzo 2021. Proprietà dell'immagine: IMO



Deformazione Keilir
La deformazione del terreno nei pressi del vulcano Keilir nelle ultime due settimane di febbraio 2021: le due frecce contrapposte indicano il senso di movimento, i colori indicano l'entità del movimento in millimetri. Proprietà dell'immagine: IMO


Estensione eruzione Fagradalsfjall
3 marzo 2021: Estensione stimata della colata lavica nel caso in cui l'eruzione avvenga nei pressi di Fagradalsfjall. Proprietà dell'immagine: IMO


3 marzo 2021: Estensione stimata della colata lavica nel caso in cui l'eruzione avvenga nei pressi di Keilir. Proprietà dell'immagine: IMO


Nuove, fantastiche escursioni in Islanda

Una cosa che piace molto a noi di 90° EST quando siamo in Islanda è andare a caccia di nuovi percorsi a piedi.
Capita in estate come in inverno.
Da un lato c'è la curiosità di trovare itinerari alternativi approfittando di quella fantastica sensazione di essere i primi umani a calcare certi percorsi, dall'altra c'è l'esigenza di avere tracciati escursionistici gratificanti da calare come jolly nel caso in cui il tempo non sia buono nel punto in cui ci troviamo.
In Islanda, infatti, basta spostarsi di qualche decina di chilometri per trovare condizioni meteo opposte. È quindi importante avere buone carte da giocare per non trovarsi a "ciondolare" in giro in attesa che il tempo volga al bello.
Ci sono aree d'Islanda in cui questa ricerca è più facile, ma anche più utile, visti i caratteri del microclima locale. I Fiordi orientali, per esempio.
Tipico di questa regione straordinaria - in cui montagne e valli dalle forme dolomitiche si elevano direttamente dall'oceano - è il tempo nebbioso e piovigginoso portato dal vento da est. Qui, infatti, si trovano valli e fiordi profondi delimitati da pareti verticali in cui il vento umido e spesso tiepido dell'est non vede l'ora di incanalarsi e condensare, finalmente, in nebbia e nubi basse. Le nebbie dei Fiordi Orientali sono famose, in Islanda. Basta però che il vento ruoti di pochi gradi per generare una curiosa alternanza di valli e fiordi soleggiati con altri umidi e nebbiosi. La stessa cosa avviene con il vento da nord est. È quindi molto utile conoscere questo fenomeno in modo da poterlo sfruttare a proprio vantaggio in queste circostanze.
L'estate 2020 ci ha permesso ben tre esplorazioni di questo tipo, grazie anche alla complicità dei nostri viaggiatori. Due si sono svolte nei Fiordi orientali, una negli Altopiani meridionali.
Abbiamo studiato i nuovi percorsi prima su Google Earth, poi sulle carte topografiche in scala 1:10000. Conoscevamo quindi in anticipo i dislivelli, il tipo di terreno e i tempi approssimativi di percorrenza. Uno di noi a valle, sempre in contatto radio perché...non si sa mai.
In tutti e tre i casi il risultato è stato magico! Camminare sulle praterie dei Fiordi Orientali a due passi (a volte anche meno) dalla neve, avendo sempre l'oceano a poche centinaia di metri da noi è davvero sempre fantastico. Poi il silenzio assoluto, falesie altissime e valli misteriose, già pronte in realtà per la prossima esplorazione.
Negli Altopiani meridionali siamo saliti in vetta al monte Strutur, con la certezza che saremmo stati premiati con una delle visuali più belle e ariose sul ghiacciaio Mýrdalsjökull.
Queste tracce ora arricchiscono la nostra collezione di percorsi a piedi, custodita gelosamente in cloud in modo che ogni nostra guida possa attingere a questo nostro piccolo patrimonio costruito in tanti anni e migliaia, migliaia di passi.
Se vuoi, qui trovi tutto sui nostri prossimi viaggi in Islanda.





"Vedremo l'aurora boreale in Islanda?"


"Quante probabilità abbiamo di vedere l'aurora boreale in Islanda?"
Chi ci pone quotidianamente questa domanda sa che la risposta non è scontata. Ha probabilmente già raccolto opinioni discordanti fra amici e conoscenti che hanno già fatto un viaggio con l'idea di vedere l'aurora boreale. Qualcuno c'è riuscito, altri non hanno visto nemmeno le stelle.
Abbiamo più volte affrontato l'argomento su questo blog: il successo dipende fortemente da alcune strategie - in particolare dalla dimestichezza con l'uso di fondamentali strumenti tecnico/scientifici - e dalla possibilità di muoversi liberamente con un veicolo ad ogni ora della notte. L'aurora si può infatti manifestare in un momento qualsiasi, può durare un minuto come ore ed è visibile, ovviamente, solo se il cielo è sereno.
Esistono strumenti che possono dirci - con qualche giorno di anticipo - quale notte offra maggiori probabilità che l'aurora si sviluppi. Questo ci permette di prepararci e di distribuire efficacemente energie e attività. Altri strumenti possono indicarci l'orario più probabile in ciascuna notte. Altri ancora, i magnetometri, ci dicono cosa sta accadendo sopra le nostre teste senza nemmeno uscire a guardare e senza che sia necessariamente sereno in quel momento. Questi ultimi - essenziali se il cielo è coperto nel punto in cui ci troviamo - ci evitano di partire al momento sbagliato e di esaurire la nostra dose di pazienza quando non c'è alcuna speranza. Non è poco perché, se il cielo è sereno, possiamo dormire o fare altro, al caldo, conservando speranze ed energie in attesa del "segnale". Se il cielo non è sereno possiamo consultare modelli meteorologici estremamente dettagliati (e sfruttare la dimestichezza con i microclimi locali). Possiamo così sapere in che direzione spostarci e di quanti chilometri per trovare cielo sereno. La combinazione dei dati dei magnetometri con quelli dei modelli meteorologici è responsabile, da sola, di buona parte delle osservazioni degli ultimi anni per i nostri gruppi.
La quasi totalità dei viaggiatori che vanno in Islanda per cercare l'aurora boreale resta all'alloggio in caso di cielo coperto, non sapendo che è possibile trovare cielo sereno - con un'approssimazione più che accettabile - se si conosce l'interazione fra la direzione del vento e l'orografia.
Veicoli 4X4 speciali, capaci di muoversi anche nella neve e con qualsiasi condizione meteorologica, un accompagnatore che conosce questi fenomeni, sa interpretare tutti i dati scientifici e che ha dimestichezza assoluta con il territorio, completano la "dotazione" di 90° EST nei viaggi in Islanda a caccia di aurore boreali.
È davvero necessaria tutta questa organizzazione? Si può scegliere di affidarsi al caso o prendere un bus che parte e rientra ad un orario predefinito senza alcun supporto tecnologico. Può essere la tua notte fortunata ma nulla di più.
Per rispondere direttamente alla domanda iniziale possiamo dire che tutti i viaggiatori che sono venuti in Islanda con noi in inverno e il 95% di quelli che sono venuti in Islanda con noi nella seconda metà di agosto hanno visto l'aurora boreale. Basta questo per "garantire" il successo? Ovviamente no. Un fenomeno naturale non può mai essere garantito e capiterà certamente, prima o poi, che un nostro gruppo non veda l'aurora boreale nonostante le migliori intenzioni ed miglior supporto tecnologico.
90° EST offre però qualcosa in più che non l'impegno a fornire il massimo della competenze, dell'intraprendenza e della dimestichezza con l'aurora boreale. Offre la possibilità di osservarla in contesti particolarmente suggestivi. Chiunque abbia visto bene l'aurora boreale sa che molto del suo fascino dipende dall'ambiente in cui si è immersi nel momento in cui compare. Il parcheggio di un albergo o un'area di sosta per i bus non offrono le stesse sensazioni di un passo di montagna, di un altopiano innevato o di una laguna glaciale in cui gli unici "ospiti" sono i propri compagni di viaggio.
Tutti i nostri articoli riguardanti l'aurora boreale sono raccolti qui.
Questi sono i nostri viaggi di febbraio e marzo, questo è il viaggio della seconda metà di agosto.
Se la tua passione è la fotografia, abbiamo preparato una guida per fotografare l'aurora boreale.

Chi ha scritto questo articolo?
http://www.90est.it/paolo_cortini.html  Paolo Cortini - 90° EST


 

Islanda: speciale aurora boreale


Partenze in calendario:
Islanda in 4X4: Altopiani e Aurora Boreale agosto 2025
Islanda Speciale Aurora Boreale febbraio/marzo 2026

L'aurora boreale è un fenomeno luminoso dell'alta atmosfera terrestre prodotto dall'interazione tra le particelle provenienti dal sole (il cosiddetto "vento solare") e le particelle che compongono i livelli più esterni della nostra atmosfera.
Per poter osservare l'aurora boreale è necessario tenere in considerazione alcuni elementi importanti e pianificare un viaggio che rispetti alcune condizioni. Ecco quali.

1) Dove?
L'aurora si sviluppa tipicamente in una fascia di cielo a cavallo del circolo polare artico. Tra tutte le terre che si trovano alla corretta latitudine, alcune si distinguono per la bellezza dei loro scenari e per la varietà di ambienti e situazioni. L'Islanda, da questo punto di vista, è ineguagliabile.

2) Quando?
Per vedere l'aurora boreale è necessario che il cielo sia scuro e sereno. L'oscurità notturna, in Islanda, è sufficientemente estesa da metà agosto a metà aprile.
La presenza della luce lunare, di norma, non aiuta, ma una leggera illuminazione lunare può essere utile agli appassionati di fotografia perché permette di ottenere immagini in cui anche il paesaggio sia riconoscibile. Le migliori condizioni si ottengono quindi considerando non solo le fasi lunari ma, soprattutto, gli orari in cui la luna sorge e tramonta.
Abbiamo affrontato questo argomento sulla nostra guida su aurora boreale e fasi lunari.
Fondamentale per un viaggio gratificante in Islanda è il rapporto tra ore di luce e ore di oscurità. Nel lungo periodo in cui l'aurora è potenzialmente visibile, cioè da metà agosto ai primi di aprile, si può scegliere un periodo che offra 4 ore di luce al giorno o uno che ne offra 10. Le probabilità di vedere l'aurora sono le stesse perché il fenomeno si sviluppa tra le 21 e le 3 del mattino, ma sarebbe un peccato andare in Islanda quando la luce diurna è talmente scarsa da impedire, di fatto, di apprezzare ciò che l'Isola offre di giorno. Ciò che distingue l'Islanda da altre destinazioni da cui è possibile vedere l'aurora boreale è proprio l'eccezionale varietà di scenari che l'Islanda offre con la luce diurna. Eviteremo quindi i periodi in cui questa è troppo scarsa: i mesi di novembre, dicembre e parte del mese di gennaio.

3) Fattori astronomici e meteorologici
Nel periodo esteso tra metà agosto e i primi giorni di aprile la copertura nuvolosa in Islanda è statisticamente meno insistente a fine agosto e da metà febbraio in poi. [A]
La Terra si deve trovare sulla traiettoria di una CME (Coronal Mass Ejection, Espulsione di massa coronale), cioè un flusso di "plasma" proveniente dal Sole che si verifica in occasione di particolari esplosioni sulla "superficie" della nostra stella o di una "corrente" di vento solare ad alta velocità, HSS ("High-speed solar wind streams" prodotte nei cosiddetti "Coronal Holes"). Questi fenomeni non sono esattamente prevedibili, ma è possibile conoscere, con un discreto anticipo, quali saranno i periodi in cui sarà più probabile che queste circostanze si verifichino. Numerosi strumenti scientifici, sempre più attendibili, permettono poi di conoscere, nel corso di una notte, quali siano gli orari più promettenti. Affinché le probabilità di incontrare le giuste condizioni di attività solare siano significative è necessario considerare un viaggio che preveda un certo numero di notti. In un viaggio che duri meno di 5 giorni le probabilità di successo sono affidate alla sola fortuna. [B]
L'aurora boreale si sviluppa tipicamente in un lasso di tempo di circa sei ore a cavallo della mezzanotte. E' quindi assolutamente inutile scegliere un periodo in cui sia buio alle 4 di pomeriggio (come sarebbe a novembre, dicembre e parte di gennaio) perché, comunque, l'aurora boreale non comparirà prima delle 21.

4) Durata del viaggio
Per avere buone probabilità di vedere l'aurora è necessario considerare un certo numero di notti. Come abbiamo visto, il fenomeno può essere osservato quando si verificano, contemporaneamente, le situazioni che abbiamo appena descritto. Non basta, quindi, avere cielo sereno.
In un viaggio in Islanda che preveda meno di 5 notti le probabilità di osservare l'aurora sono affidate unicamente al caso. Se si considera che non è possibile restare sempre svegli, che è necessario avere cielo sereno e la giusta attività solare, conviene prevedere almeno 5 notti per avere una ragionevole speranza di vedere l'aurora.
Cos'è possibile vedere delle meraviglie d'Islanda in un viaggio che preveda 5 notti? Quasi niente, considerando anche che la prima e l'ultima notte saranno trascorse a Reykjavík.
Per raggiungere le zone più interessanti, quelle che meritano di essere viste, serve tempo e conviene prevedere un giorno in più del minimo necessario a completare l'itinerario. Una chiusura temporanea della viabilità è, infatti, sempre possibile in inverno, anche sulla Ring Road. Se abbiamo i giorni contati rischiamo di non rientrare a Reykjavík in tempo per prendere il volo di rientro.

I nostri viaggi in Islanda in calendario tengono conto di tutti questi elementi. Sono programmati nei periodi in cui le giornate sono molto luminose, permettendo di apprezzare pienamente anche ciò che l'Islanda offre di giorno. Prevedono itinerari estesi e completi in cui sia possibile raggiungere, di giorno e di notte, anche le zone selvagge.

Nei viaggi invernali, nove giorni offrono un numero di notti sufficiente ad assicurare buone probabilità di osservazione, ci permettono di allontanarci da Reykjavík raggiungendo la costa orientale e località particolarmente suggestive. Jökulsárlón è solo la più conosciuta.
Nei viaggi estivi 15 giorni ci permettono di approfittare dell'assenza di neve per esplorare gli Altopiani e tutti quei territori che in inverno non sarebbero accessibili.
Il percorso dei viaggi in Islanda invernali si snoda lungo la costa meridionale e raggiunge molte mete straordinarie come le cascate di Skógafoss e Seljalandsfoss, l'area di Vik con le scogliere di Dyrhólaey e i ghiacciai di Kviarjökull ed Heinabergsjökull con le loro piste innevate da percorrere a bordo dei nostri 4X4.
Per l'aurora boreale estiva - ne abbiamo parlato anche qui - questo è il programma del nostro viaggio della seconda metà di agosto.

[A] I nostri accompagnatori consultano i dati meteorologici in tempo reale, conoscono quindi non solo l'estensione e l'evoluzione della copertura nuvolosa, ma anche la sua altitudine. Dall'alloggio possono scegliere di spostarsi nella direzione più efficace, ma anche, ove possibile, di salire di quota per posizionarsi al di sopra della copertura nuvolosa.

[B] Dal 2003 90° EST organizza viaggi dedicati all'osservazione dell'Aurora Boreale. I nostri accompagnatori dispongono di dati in tempo reale dai principali istituti internazionali che si occupano del monitoraggio dell'attività solare. In questo modo possono conoscere, con svariate ore di anticipo, l'orario in cui si ha la massima probabilità di osservazione ed evitano di uscire nel momento sbagliato. Dopo due ore di attesa infruttuosa all'aperto qualunque osservatore desiste. Meglio poter scegliere il momento giusto. L'uso di agili 4X4 appositamente modificati permette al gruppo, o anche solo ad una sua parte, di uscire e spostarsi senza vincoli di orari.

Questi ed altri accorgimenti, da soli, aumentano notevolmente le possibilità di successo rispetto ad altre strategie di osservazione in cui orari di uscita e destinazione sono prefissati e non modificabili. Per saperne di più.

Questo nostro articolo è stato copiato abusivamente più volte su vari Blog. Due sono attualmente oggetto di azione legale.