lunedì 3 dicembre 2018

Islanda: speciale aurora boreale


Partenze in calendario:
17 - 31 agosto 2019
22 febbraio - 2 marzo, 1 - 9 marzo e 8 - 16 marzo 2019

Dal 2012 al 2018, confermando i dati astronomici previsionali, l'aurora boreale è stata protagonista dei cieli del Nord. L'abbiamo sempre osservata dall'Islanda in inverno e nelle ultime due settimane di agosto da febbraio 2012 ad agosto 2018 (qui qualche immagine). Le migliori osservazioni si sono verificate dal 2013 in poi.
L'aurora boreale è un fenomeno luminoso dell'alta atmosfera terrestre prodotto dall'interazione fra le particelle provenienti dal sole (quelle che costituiscono il cosiddetto "vento solare") e le particelle che compongono i livelli più esterni della nostra atmosfera.
Per poter osservare l'aurora boreale è necessario tenere in considerazione alcuni elementi importanti e pianificare un viaggio che rispetti alcune condizioni. Ecco quali.

1) La Terra si deve trovare sulla traiettoria di una CME (Coronal Mass Ejection, Espulsione di massa coronale), cioè un flusso di "plasma" proveniente dal Sole che si verifica in occasione di particolari esplosioni sulla "superficie" della nostra stella o di una "corrente" di vento solare ad alta velocità ("High-speed solar wind streams" prodotte nei cosiddetti "Coronal Holes"). Questi fenomeni non sono esattamente prevedibili, ma è possibile conoscere, con un discreto anticipo, quali saranno i periodi in cui sarà più probabile che queste circostanze si verifichino. Numerosi strumenti scientifici, sempre più attendibili, permettono poi di conoscerere, nel corso di una notte, quali siano gli orari più promettenti. [A]

2) L'aurora si sviluppa tipicamente in una fascia di cielo a cavallo del circolo polare artico, quindi proprio sulla verticale dell'Islanda (e di tutte le terre alla medesima latitudine).

3) Per vedere l'aurora boreale è necessario che il cielo sia scuro e sereno e la presenza della luce lunare, di norma, non aiuta. Una leggera illuminazione lunare, però, è utile a chi desidra fotografare l'aurora, per ottenere che  il paesaggio sia riconoscibile.
L'oscurità notturna, in Islanda, è sufficientemente estesa da metà agosto ai primi giorni di aprile. E' quindi in questo periodo che si può programmare un viaggio in Islanda per vedere l'aurora boreale. Il disturbo luminoso della Luna non dipende solo dalle fasi lunari ma, soprattutto, dagli orari in cui la luna sorge e tramonta. Fra metà agosto e i primi giorni di aprile la copertura nuvolosa in Islanda è statisticamente meno insistente a fine agosto e da metà febbraio in poi. [B]

4) L'aurora boreale si sviluppa tipicamente in un lasso di tempo di circa sei ore a cavallo della mezzanotte. E' quindi assolutamente inutile avere buio pesto alle 5 di pomeriggio (come sarebbe a dicembre o a gennaio) perché, comunque, l'aurora boreale non comparirà prima delle 21.

Combinando tutti questi elementi i periodi che comprendono le ultime due settimane di agosto 2019, l'ultima settimana di febbraio e le prime due di marzo 2019 appaiono come i più propizi. In questi periodi, inoltre, le giornate sono molto luminose e permettono di apprezzare pienamente anche il paesaggio artico, estivo o invernale, decisamente suggestivo.
Nei viaggi invernali, otto giorni ci offrono un numero di notti sufficiente ad assicurare buone probabilità di osservazione, possiamo allontanarci da Reykjavik evitando l'inquinamento luminoso e possiamo raggiungere località particolarmente suggestive come Jökulsárlón, la famosa Laguna degli Iceberg. Nei viaggi estivi 15 giorni ci permettono di approfittare dell'assenza di neve per esplorare anche i territori che in inverno non sarebbero accessibili.
Il percorso dei viaggi invernali si snoda lungo la costa meridionale e raggiunge molte mete straordinarie come le cascate di Skógafoss e Seljalandsfoss, l'area di Vik con le scogliere di Dyrhólaey e i ghiacciai di Kviarjökull ed Heinabergsjökull con le loro piste innevate da percorrere a bordo dei nostri 4X4.
Per l'aurora boreale estiva - ne abbiamo parlato anche qui - questo è il programma del nostro viaggio della seconda metà di agosto.

[A] Dal 2003 90° EST organizza viaggi dedicati all'osservazione dell'Aurora Boreale. I nostri accompagnatori dispongono di dati in tempo reale dai principali istituti internazionali che si occupano del monitoraggio del vento solare e delle CME. In questo modo possono conoscere, con svariate ore di anticipo, l'orario in cui si ha la massima probabilità di osservazione ed evitano di uscire nel momento sbagliato. Dopo due ore di attesa infruttuosa all'aperto qualunque osservatore desiste. Meglio poter scegliere il momento giusto. L'uso di agili 4X4 appositamente modificati permette al gruppo, o anche solo ad una sua parte, di uscire e spostarsi senza vincoli di orari.
[B] I nostri accompagnatori consultano i dati meteorologici in tempo reale, conoscono quindi non solo l'estensione e l'evoluzione della copertura nuvolosa, ma anche la sua altitudine. Dall'alloggio possono scegliere di spostarsi nella direzione più efficace, ma anche, ove possibile, di salire di quota per posizionarsi al di sopra della copertura nuvolosa.

Questi ed altri accorgimenti, da soli, aumentano notevolmente le possibilità di successo rispetto ad altre strategie di osservazione in cui orari di uscita e destinazione sono prefissati e non modificabili. Per saperne di più.

Questo nostro articolo è stato copiato abusivamente più volte su vari Blog. Due sono attualmente oggetto di azione legale.

domenica 8 aprile 2018

Viaggio in Islanda a luglio: è il periodo giusto?

La fioritura del Lupinus nootkatensis
Quando si decide di pianificare un viaggio in Islanda può essere utile considerare che l'Isola offre preogative diverse durante l'anno ma anche nel corso della medesima stagione.
Se consideriamo, per esempio, la sola estate, fra l'inizio di luglio e la fine di agosto le differenze sono sorprendenti. La più evidente riguarda la distribuzione della luce. Per tutto il mese di luglio la luce è presente, e abbondante, anche nelle ore "notturne". Oltre ad essere una situazione insolita, specialmente per chi vive a latitudini meridionali, l'abbondanza di luce regala condizioni di illuminazione sempre diverse a tutto vantaggio dei contemplatori e degli appassionati di fotografia. Con i nostri gruppi capita spesso di sfruttare orari insoliti anche per brevi escursioni in auto o a piedi.
Le fioriture sono nel loro massimo splendore nel mese di luglio. Intere regioni sono ricoperte dai fiori del Lupinus nootkatensis, pianta infestante originaria del Canada e dell'Alaska, introdotta in Islanda intorno al 1960 e ora diffusa nelle aree costiere e nel primo entroterra, speciamente in quelle regioni in cui l'erosione del suolo impedisce la crescita di altre essenze.
I "cuscini" di Silene acaulis e le infiorescene di decine di altre specie colorano le zone desertiche nel mese di luglio, mentre gli uccelli migratori, impegnati nella nidificazione, sono facilmente osservabili. Pulcinella di Mare, Sterne artiche, Stercorari, Fulmari, Cigni e decine di altre specie popolano scogliere, praterie, lagune e stagni in tutta l'Islanda.
La neve residua dell'inverno è ancora presente negli Altopiani, specialmente nella prima metà del mese, e regala occasioni per attività e scenari che ci si aspetterebbe di trovare in altre stagioni.
Allora luglio è il mese migliore per un viaggio in Islanda? Non è detto. Per esempio l'aurora boreale, visibile in Islanda da metà agosto ai primi giorni di aprile, non può essere osservata nel mese di luglio proprio a causa dell'abbondanza di luce. Alcuni ambienti, specialmente costieri, esprimono il massimo del loro fascino in inverno piuttosto che in estate. Un nostro articolo, questo, presenta un quadro delle prerogative d'Islanda nel corso dell'anno. Notizie utili si trovano fra le domande e le risposte nei commenti.
Nel mese di luglio 90° EST ha in programma due spedizioni in Islanda in cui le attività di ogni giornata sono studiate proprio per approfittare delle caratteristiche migliori di questo periodo:
La fioritura della Silene acaulis

Chi ha scritto questo articolo?
http://www.90est.it/paolo_cortini.html   Paolo Cortini - 90° EST

giovedì 8 febbraio 2018

Aurora Boreale, piccole coincidenze cercate ostinatamente



Più di un anno fa abbiamo fissato le date dei nostri viaggi invernali in Islanda a caccia di Aurore Boreali. Abbiamo preso in considerazione, come ogni anno, tutti i parametri disponibili: fasi lunari, orari in cui la luna sorge e tramonta, rapporto fra ore di luce e ore di oscurità, statistiche meteorologiche, prossimità agli equinozi, tutto... Secondo i nostri calcoli tre "finestre" risultavano particolarmente favorevoli. La prima era compresa fra mercoledì 14 e mercoledì 21 febbraio. Aggiudicato. Quelle sarebbero state le date del primo dei tre viaggi dell'inverno 2018. Non sabato-sabato, come sarebbe normale per chi organizza viaggi. Mercoledì-mercoledì.
Lunedì 5 febbraio il NOAA ha emesso il consueto bollettino settimanale di previsione dell'attività magnetica del Sole - e, quindi, dell'aurora boreale - per i 27 giorni successivi. Il risultato è quello in figura. La settimana dal 14 al 21 febbraio appare oggi la più favorevole per l'osservazione dell'aurora boreale non solo perché la luna è assente o poco luminosa - questo lo sapevamo già un anno fa - ma perché l'indice Kp appare più elevato rispetto alle settimane precedenti e successive e questa è la piacevole coincidenza.
Non resta che prepararsi, insieme con i viaggiatori in partenza con noi per l'Islanda proprio il 14 febbraio, e studiare fin da ora le carte meteorologiche in modo da essere nel posto giusto al momento giusto.
E' presto per cantare vittoria. Troppa spavalderia porta iella [/ièl·la/] ma sorridere, intanto, è lecito...
Attendiamo le prossime emissioni del bollettino per verificare se ci abbiamo azzeccato anche per le altre due partenze: 7 - 14 marzo (ancora qualche posto libero) e 14 - 21 marzo (gruppo completo). 

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http://www.90est.it/paolo_cortini.html   Paolo Cortini - 90° EST

sabato 6 gennaio 2018

Nuovo territorio per i viaggi in Islanda di 90° EST nell'estate 2018


Da ormai 16 anni, stagione dopo stagione, i nostri viaggi in Islanda si arricchiscono di nuove località, il più delle volte sconosciute al grande pubblico. E' una delle tante magie di questo territorio: quando pensi di conoscere e di aver visto tutto, capita che un tuo amico islandese ti chieda: "Sei mai stato a...?" Questa volta la risposta è stata "No" e, immediatamente, siamo partiti per un'esplorazione "lampo". E' bastato imboccare il primo bivio per la pista F210 per capire che anche in quel remoto settore meridionale della Riserva Naturale di Fjallabak...saremmo tornati con almeno uno dei nostri gruppi la prossima estate.
Così, come altre volte, l'esplorazione di questo territorio di una bellezza semplicemente disarmante, sarà completata con la complicità dei viaggiatori del gruppo dal 7 al 21 luglio 2018. Naturalmente saranno necessari nostri 4X4 modificati.
Nulla di occulto, tutto dichiarato: non possiamo dire di conoscere bene quella regione. In parte sarà una scoperta anche per noi.
Per la verità siamo già stati lì un'altra volta lo scorso mese di maggio, per un atterraggio veloce durante un volo in elicottero (Qui il filmato di quel volo). La neve copriva ancora gran parte del territorio tranne le creste e le immediate vicinanze delle sorgenti termali.
Di che regione stiamo parlando? Del settore compreso fra il ghiacciaio Mýrdalsjökull a Sud e il ghiacciaio Torfajökull a Nord. Il suo elemento meno sconosciuto è il monte Mælifell, praticamente un cono di muschio fluorescente in un mare di sabbia nera a pochi chilometri dal ghiacciaio.
Questa regione è attraversata dal percorso di uno dei trekking più belli al mondo, il famoso Laugavegur.
Questo è il programma del viaggio dal 7 al 21 luglio.
Qui tutti gli altri programmi e i documenti informativi

Paolo Cortini - 90° EST 

mercoledì 27 dicembre 2017

Tutta l'Islanda in una settimana! No, grazie


Riceviamo spesso richieste per viaggi estivi in Islanda di una settimana o poco più.
Sistematicamente rispondiamo che, secondo noi, viaggi estivi in Islanda così brevi si riducono ad un poco gratificante dispendio di denaro.
L'Islanda, in estate, offre una costa selvaggia e meravigliosa e tutti gli Altopiani con i loro spazi sconfinati, i loro deserti multiformi, i loro ghiacciai e le loro immense aree vulcaniche. Ognuno di questi ambienti, potendo, meriterebbe un viaggio. Una settimana non è sufficiente per realizzare un itinerario che preveda "tutto". Fare "il giro", cioè la Ring Road, in così pochi giorni, equivale a percorrere l'Autostrada del Sole, andata e ritorno, in una settimana e pretendere di dire di aver visto l'Italia. Ci crederemmo? Pretenderemmo di conoscere un territorio senza esserci mai allontanati dalla strada principale? Ovviamente no. Certamente non asseconderemmo un nostro amico straniero che volesse vedere l'Italia in una settimana. Ecco, per l'Islanda vale altrettanto. In una settimana, in estate, si può visitare una regione, si può conoscere un aspetto in particolare, ma nulla di più. Poco importa se si dispone di un 4X4 o di un'auto a due ruote motrici: non ci sarà tempo per sfruttare né una, né l'altra, ma ci si limiterà a guidare per raggiungere quella manciata di località super affollate a cui, nei nostri viaggi, dedichiamo il minor tempo possibile, con grande apprezzamento da parte dei nostri viaggiatori. Tutto il resto rimane irraggiungibile e sconosciuto.
Esistono eccezioni? Sì. Scegliere di visitare solo una regione, ma è una strategia che, purtroppo, pochissimi seguono.
In inverno è diverso perché tutti gli Altopiani sono comunque irraggiungibili. Dedicarsi ad una regione, per esempio la costa Sud o il settore Sud Occidentale, compresa la Penisola di Snæfellsnes, permette di realizzare un bel viaggio, a patto di disporre di veicoli adeguati. Sapersi destreggiare nelle insidie (o nelle opportunità) del clima locale e beneficiare del supporto di una guida preparata ampliano enormemente le possibilità di avventurarsi fuori dai percorsi più battuti - di giorno come di notte - e di scoprire territori e situazioni che in altro modo sarebbero logisticamente fuori dalla nostra portata.
Costa effettivamente più che andare da soli? Probabilmente no, ma le due strategie offrono esperienze non paragonabili.
Informazioni e programmi di viaggio Islanda Estate
Informazioni e programmi di viaggio Islanda Inverno

Paolo Cortini - 90° EST


mercoledì 29 novembre 2017

"Vedremo l'aurora boreale in Islanda?"


"Quante probabilità abbiamo di vedere l'aurora boreale in Islanda?"
Chi ci pone quotidianamente questa domanda sa che la risposta non è scontata. Ha probabilmente già raccolto opinioni discordanti fra amici e conoscenti che hanno già fatto un viaggio con l'idea di vedere l'aurora boreale. Qualcuno c'è riuscito, altri non hanno visto nemmeno le stelle.
Abbiamo più volte affrontato l'argomento su questo blog: il successo dipende fortemente da alcune strategie - in particolare dalla dimestichezza con l'uso di fondamentali strumenti tecnico/scientifici - e dalla possibilità di muoversi liberamente con un veicolo ad ogni ora della notte. L'aurora si può infatti manifestare in un momento qualsiasi, può durare un minuto come ore ed è visibile, ovviamente, solo se il cielo è sereno.
Esistono strumenti che possono dirci quale notte offra maggiori probabilità che l'aurora si sviluppi, consentendoci di prepararci per tempo, altri che possono indicarci l'orario più probabile in ciascuna notte. Altri ancora, i magnetometri, ci dicono cosa sta accadendo sopra le nostre teste senza nemmeno uscire a guardare. Questi ultimi - essenziali se il cielo è coperto nel punto in cui ci troviamo - ci evitano di partire al momento sbagliato e di esaurire la nostra dose di pazienza quando non c'è alcuna speranza. Non è poco perché possiamo dormire o fare altro, al caldo, conservando speranze ed energie in attesa del "segnale". Modelli meteorologici estremamente dettagliati (e la dimestichezza con i microclimi locali) sanno indicarci in che direzione spostarci, quando e di quanti chilometri, per trovare cielo sereno. La combinazione dei dati dei magnetometri con quelli dei modelli meteorologici è responsabile, da sola, di buona parte delle osservazioni degli ultimi anni per i nostri gruppi.
La quasi totalità dei viaggiatori che vanno in Islanda per cercare l'aurora boreale resta all'alloggio in caso di cielo coperto, non sapendo che è possibile trovare cielo sereno - con certezza quasi asoluta - se si conosce l'interazione fra la direzione del vento e l'orografia.
Veicoli 4X4 speciali, capaci di muoversi anche nella neve e con qualsiasi condizione meteorologica, un accompagnatore che conosce questi fenomeni, sa interpretare tutti i dati scientifici e che ha dimestichezza assoluta con il territorio, completano la "dotazione" di 90° EST nei viaggi in Islanda a caccia di aurore boreali.
E' davvero necessaria tutta questa organizzazione? Si può scegliere di affidarsi al caso o di prendere un bus che parte e rientra ad un orario predefinito senza alcun supporto tecnologico. Può essere la tua notte fortunata ma nulla di più.
Per rispondere direttamente alla domanda iniziale possiamo dire che tutti i viaggiatori che sono venuti in Islanda con noi in inverno e il 95% di quelli che sono venuti in Islanda con noi nella seconda metà di agosto hanno visto l'aurora boreale. Basta questo per "garantire" il successo? Ovviamente no. Un fenomeno naturale non può mai essere garantito.
90° EST offre però qualcosa in più che non l'impegno a fornire il massimo della competenze, dell'intraprendenza e della dimestichezza con l'aurora boreale. Offre la possibilità di osservarla in contesti particolarmente suggestivi. Chiunque abbia visto bene l'aurora boreale sa che molto del suo fascino dipende dall'ambiente in cui si è immersi nel momento in cui compare. Il parcheggio di un albergo o un'area di sosta per i bus non offrono le stesse sensazioni di un passo di montagna, di un altopiano innevato o di una laguna glaciale in cui gli unici "ospiti" sono i propri compagni di viaggio.
Tutti i nostri articoli riguardanti l'aurora boreale sono raccolti qui.
Questi sono i nostri viaggi di febbraio e marzo 2019, questo è il viaggio della seconda metà di agosto.

Chi ha scritto questo articolo?
http://www.90est.it/paolo_cortini.html Paolo Cortini - 90° EST


 

giovedì 9 novembre 2017

La distribuzione dei terremoti in Islanda, oggi

L'Icelandic Met Office ci fornisce oggi due immagini molto interessanti. Si tratta della distribuzione geografica dei terremoti nelle ultime 48 ore. Tranquilli, sebbene sembrino tanti, è un giorno qualsiasi in Islanda. Sono terremoti di bassa energia, non percepibili dall'uomo. Ogni giorno in Islanda se ne registrano decine.
La particolarità delle immagini odierne è quella di evidenziare un interessante allineamento degli epicentri dei sismi che si sono verificati nella regione del grande ghiacciaio Vatnajökull nelle ultime 48 ore. Sono tutti allineati lungo un tracciato rettilineo di circa 80 km che collega quattro vulcani attivi. Da Sud Ovest verso Nord Est si tratta di Grímsvötn, Bárðarbunga, Holuhraun e Askja.
La possibile correlazione genetica fra questi vulcani è oggetto di studio da ben prima dell'eruzione di Bárðarbunga (agosto 2014 - febbraio 2015) e rappresenta oggi uno dei più interessanti e promettenti "laboratori" naturali per la vulcanologia. Centinaia fra sensori, sismografi e stazioni GPS gestiti da università di tutto il mondo stanno oggi "ascoltando" il sottosuolo per cercare di carpire informazioni essenziali alla comprensione di alcune dinamiche. Per chi "mastica" di questi argomenti, l'indagine riguarda in particolare l'interazione fra attività vulcanica della dorsale oceanica con quella di hot spot, la propagazione in profondità del magma lungo i dicchi e, last but not least, la possibilità di prevedere eruzioni e terremoti in questo e altri contesti geodinamici simili :)
Durante i viaggi estivi di 90° EST frequentiamo almeno due di questi vulcani: Askja e Holuhraun.

Paolo Cortini - 90° EST


martedì 13 giugno 2017

Video reportage da un viaggio invernale in Islanda con 90° EST

Ai primi di marzo 2017, durante uno dei nostri viaggi invernali in Islanda, abbiamo avuto fra i nostri viaggiatori Andrea Penzo e Rosa Maria Giannetti, videomaker simpatici, appassionati e preparati.
Raramente abbiamo visto filmati di viaggio tanto avvincenti quanto ben fatti. I minuti scorrono senza che nemmeno ce ne si accorga. Almeno, così succede a noi, forse perché eravamo lì con loro.
Questo è il viaggio da cui sono nati i filmati
Qui puoi vedere la prima puntata. I link alle puntate successive sono di seguito.
Buona visione.




Terza puntata

sabato 10 giugno 2017

Helicopter and Superjeep for a week in West Iceland


90° EST has just concluded one of its "special trips" in Iceland, designed to meet the client’s special requirements along an unusual route. Eight days to explore one of the most fascinating regions of Iceland using a combination of Superjeeps*, walking and helicopter for transport. Western Iceland offers magnificent scenery, a jagged coastline embellished with wide, gold sandy beaches, majestic waterfalls and a giant volcano - Snæfellsjökull, taken by Jules Verne as the starting point for his "Journey to the Centre of the Earth". In addition there are deep fjords dotted with hot springs, bird colonies and small coastal villages. The Client wanted to visit Iceland for 8 days with a number of helicopter flights to be included. The uncertainty of Iceland's weather was the main obstacle meaning that it was not possible to organise the journey by planning the flights in advance. The trip had to be designed in the knowledge that we would only be able to confirm the availability of a helicopter at any time a few hours before it was needed. There were two alternatives, either to set up base in Reykjavík and fly from there whenever the weather was favourable or plan the best possible “land-based" itinerary over the 8 days, using the good weather "windows" that arose as opportunities for helicopter flights. We chose the second strategy, proposing a Superjeep route that was readily achievable and would be enjoyable even in the extreme case that the helicopter could never be used at all. Every useful opportunity to fly would be exploited by customers taking the helicopter with our guide, while one of us drove the four-wheel drive travelling from one stop-over to the next. The helicopter take-off and landing points were chosen to coincide with the route taken by the jeep. As is often the case, we like to think that the Icelandic gods were prepared once again to smile on such a bold idea. In the event they granted us three full days to fly and just a few harmless rain drops over the stretches we travelled by car.
Why West Iceland? Three reasons.
1) In eight days, it is best to focus on a particular region rather than travelling thousands of miles by car in an attempt to see as much as possible. West Iceland from Reykjavík to Ísafjörður, back to Reykjavik by plane or helicopter, allows a fantastic one-week trip with enough time to appreciate each and every stop along the way including opportunities for walks while avoiding over-long car journeys.
2) Since the idea was to use the helicopter as much as possible, the itinerary had to avoid crossing different weather areas in one flight, minimising the risk that at some stage the helicopter would be unable to complete the route due to bad weather at the take-off or landing points.
3) The dramatic morphology of the West Iceland landscape is ideal and of high interest in the spectacular aerial views it offers.
Result. The itinerary was successfully completed with three full days in which to fly not only across West Iceland, but also across some of the rest of the country thanks to the skill and helpfulness of the pilot. We were able to fly over part of Southern Iceland, all of the Highlands and Northern Iceland; The weather and a little bit of flexibility on our part meant we were able to fly over different weather zones in the same trip, fulfilling our most optimistic expectations. Each flight was punctuated by stop-offs in places we could not otherwise have reached, especially during the thaw season. Extreme care was placed on the choice of accommodation, all these being sought-after facilities, characterised by their special position, comfort and the story each place had to tell. At a time when the tourism pressure has become increasingly higher, Iceland offers the traveller large regions which are very interesting and spectacular, and completely ignored by the main waves of visitors. It is to the merit of our travel companions that we had carte blanche in the drafting of the itinerary, and were able to leave out, without much regret, both some well-known and some disappointing places.

Elicottero e Superjeep per una settimana nell'Islanda Occidentale


90° EST ha appena concluso in Islanda uno dei suoi "viaggi speciali", costruito su esigenze particolari, lungo un percorso insolito. Otto giorni per esplorare in Superjeep*, a piedi e in elicottero una delle regioni più affascinanti d'Islanda. L'Islanda Occidentale offre scenari grandiosi, una costa frastagliata impreziosita da grandi spiagge di sabbia dorata, cascate maestose, un grande vulcano - lo Snæfellsjökull, quello da cui inizia l'avventura di "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne - fiordi profondi costellati di sorgenti calde e colonie di uccelli, piccoli villaggi costieri. 
La richiesta del cliente era quella di realizzare un viaggio in Islanda di 8 giorni in cui si potessero effettuare numerosi voli in elicottero. L'imprevedibilità meteorologica islandese costituiva l'ostacolo maggiore perché non sarebbe stato possibile costruire un viaggio programmando i voli in anticipo. Il viaggio doveva essere progettato sapendo che avremmo potuto confermare di volta in volta la presenza dell'elicottero con solo qualche ora ora di preavviso. Due le alternative, fare base a Reykjavík e da lì volare ad ogni occasione favorevole oppure costruire il miglior itinerario "terrestre" possibile in 8 giorni, ottimizzando le "finestre" di tempo buono per volare in elicottero. Abbiamo scelto la seconda strategia, proponendo un percorso in Superjeep, che potesse essere realizzato e che fosse gratificante anche nell'ipotesi estrema che non si potesse mai utilizzare l'elicottero. Ogni occasione utile per volare sarebbe stata sfruttata muovendo il veicolo 4X4, condotto da uno di noi, da un alloggio all'altro mentre i clienti avrebbero volato, in compagnia di una nostra guida, facendo in modo che i punti di decollo e di atterraggio fossero lungo il percorso del veicolo. Come spesso accade, ci piace pensare che l'Islanda, anche questa volta, abbia apprezzato un'idea tanto audace, regalandoci tre intere giornate per volare e solo qualche innocua goccia di pioggia anche nei tratti che abbiamo precorso in auto.
Perché l'Islanda Occidentale? Tre ragioni.
1) In otto giorni conviene dedicarsi ad un settore del territorio, piuttosto che cercare di macinare migliaia di chilometri in auto nel tentativo di "vedere il più possibile". L'Islanda Occidentale da Reykjavík ad Ísafjörður, con rientro a Reykjavik in aereo o in elicottero, permette un fantastico viaggio di una settimana con i giusti tempi per apprezzare ogni località anche con escursioni a piedi e trasferimenti in auto non troppo lunghi.
2) Immaginando di utilizzare spesso l'elicottero, l'itinerario doveva evitare che si attraversassero, in uno stesso volo, zone meteorologiche diverse, riducendo al minimo il rischio che in qualche tappa l'elicottero non potesse completare il percorso a causa di situazioni meteorologiche sfavorevoli nel punto di decollo o in quello di atterraggio finale.
3) La morfologia movimentata dell'Islanda Occidentale è ideale e davvero molto interessante per straordinarie visioni aeree.
Risultato. L'itinerario è stato completato con successo con ben tre intere giornate per volare non solo sull'Islanda Occidentale ma, grazie all'abilità e alla disponibilità del pilota, anche sul resto del Paese. Abbiamo sorvolato parte dell'Islanda Meridionale, tutti gli Altopiani e l'Islanda Settentrionale; il tempo e un pizzico di flessibilità da parte nostra ci hanno permesso di sorvolare zone meteorologiche diverse nello stesso volo, come nelle aspettative più ottimistiche. Ogni volo ha permesso numerose soste in località che non avremmo potuto raggiungere in altro modo, specialmente nella stagione del disgelo. Cura estrema nella scelta degli alloggi, tutte strutture ricercate, particolari per collocazione, comfort o per la storia che hanno da raccontare. In un periodo in cui la pressione turistica si è fatta importante l'Islanda offre intere regioni, fra le più interessanti e spettacolari, completamente ignorate dai principali flussi di visitatori. Merito dei nostri viaggiatori se abbiamo avuto "carta bianca" nella stesura dell'itinerario, escludendo, senza rimpianto, alcune località tanto blasonate quanto deludenti.

giovedì 26 gennaio 2017

Isole Faroe: Hestur e Koltur



Qual è il senso di un viaggio organizzato? Secondo 90° EST organizzare un viaggio è offrire situazioni e attività che un viaggiatore non potrebbe reggiungere da solo, predisporre gli ingredienti per un'esperienza di viaggio superiore, per contenuti culturali, gratificazione e rapporto con l'identità della destinazione, rispetto ad un viaggio in autonomia. Un esempio ci è offerto dal viaggio alle Isole Faroe. L'arcipelago è composto da 18 isole maggiori, si fa per dire...molte sono isole davvero piccole, di cui 17 abitate stabilmente. Alcune sono collegate fra loro per mezzo di ponti e tunnel, altre con servizi pubblici di navigazione, altre solo con imbarcazioni private o con l'elicottero. Inutile dire che quelle più isolate sono estremamente interessanti: ambiente incontaminato, comunità locali non avvezze ad un rapporto stabile con i turisti, elementi paesaggistici straordinari ma sconosciuti al grande pubblico proprio a causa dell'isolamento. Hestur e Koltur, per esempio, sono due delle isole più difficili da raggiungere. Un servizio di linea collega il villaggio su Hestur con Streymoy, l'isola maggiore, ma nessun turista si spinge fin qui. Quindici case adagiate sulla costa nord orientale dell'isola, senza alberghi, bar, musei, nessuna strada che possa permettere di raggiungere altri settori dell'isola. Il versante opposto, quello sud occidentale, presenta alcune delle grotte più grandi e profonde dell'intero arcipelago, scogliere altissime popolate da un numero incalcolabile di uccelli. Un paradiso per chi è sensibile a questi elementi ma totalmente inaccessibile in assenza di una barca privata e di personale che sappia navigare in quelle acque e in quelle grotte, che conosca i passaggi per accedere a quelle scogliere. Koltur, se possibile, è ancora più isolata. Una sola fattoria, nessun servizio pubblico di collegamento con le altre isole, il villaggio storico più bello e meglio conservato di tutto l'arcipelago. Koltur rappresenta la prima immagine che si imprime nella memoria di ogni viaggiatore che raggiunga le Faroe perché, dall'aeroporto verso la capitale Tórshavn, è la prima isola che si riconosce ed ha una morfologia aspra e inconfondibile. Evoca un'idea ancestrale di luogo isolato e umanamente inaccessibile. La storia della fattoria di Koltur e della sua isola, un granello di sabbia nella storia dell'uomo, è uno scrigno fantastico di suggestioni e dettagli per chi si avvicina con curiosità alle vicende di questo arcipelago e del suo popolo ma...se non hai una barca e qualcuno che conosca chi a Koltur vive...quest'isola resta un profilo nero e silenzioso nell'oceano. Durante il nostro viaggio alle Isole Faroe, grazie alla preziosa collaborazione con fantastici ragazzi locali, trascorriamo un'intera giornata fra Hestur e Koltur. Navighiamo all'interno delle grotte e camminiamo alla base delle falesie di Hestur, chi vuole può immergersi nelle acque dell'oceano all'interno delle grotte, andare in kayak fra Streymoy e Hestur. Su Koltur - ospiti della fattoria - visitiamo l'isola e ceniamo nel villaggio storico con un super cuoco tutto per noi. Organizzazione, personale, attrezzatura, imbarcazioni e servizi per questa giornata sono accessibili sono per un gruppo. Noi crediamo che queste siano le esperienze che caratterizzano e valorizzano un viaggio organizzato e questa è la nostra proposta per le Isole Faroe.


Due immagini invernali dell'isola di Koltur

mercoledì 25 gennaio 2017

Aurora Boreale: quando la fortuna non basta



Molti viaggiatori che hanno intrapreso un viaggio con l'intenzione di vedere l'aurora boreale ritornano dall'Islanda, dalla Lapponia, dalla Norvegia o da altre destinazioni senza aver avuto l'opportunità di osservare il fenomeno. Molti pensano che sia sufficiente recarsi "nel posto giusto" per portare a casa il ricordo, o un'immagine, di un fenomeno tanto affascinante. Purtroppo non è sempre così.
L'aurora boreale si sviluppa ed è visibile quando si verificano contemporaneamente alcune circostanze, ne abbiamo discusso qui. Per avere buone probabilità di successo spesso la fortuna non basta, come non basta avere una notte stellata.
Difficilmente l'aurora dura a lungo. Capitano aurore boreali che durano ore, ma più frequentemente l'aurora è intermittente nel corso della notte o si sviluppa per qualche minuto in una notte che dura svariate ore. Per aumentare le possibilità di successo è necessario saper individuare le notti più favorevoli e gli orari con maggior probabilità all'interno di una stessa notte. E' anche utile conoscere il microclima locale per poter scegliere il punto migliore in cui appostarsi.
Ecco qualche esempio.
Inverno 2015. Uno dei nostri gruppi si trovava nel proprio alloggio nei pressi della Laguna degli Iceberg. La nostra guida, consultando i dati astronomici ed atmosferici ha individuato l'orario più idoneo per lasciare l'albergo e dirigersi alla Laguna con le nostre Toyota Hilux. Alla Laguna, una trentina di altri veicoli e minibus si erano appostati in attesa dell'aurora. In quel momento, però, alla Laguna degli Iceberg soffiava un vento tremendo da Nord Ovest. Impossibile allontanarsi dall'auto per più di qualche minuto e impensabile estrarre l'attrezzatura fotografica. Nessun cavalletto avrebbe retto alla violenza di quel vento. La nostra guida ha quindi deciso di spostare il gruppo di circa 8 km verso Sud Ovest e di percorrere, nella neve, altri 3 km per raggiungere una laguna minore più vicina al grande massiccio di Öræfi. In quelle condizioni era probabile che il punto individuato dalla nostra guida fosse protetto dal vento. Risultato: l'assenza totale di vento ci ha permesso di lasciare le auto e di fermarci sulla sponda della laguna per più di tre ore e di godere, in condizioni ideali, di uno spettacolo magnifico. Una delle nostre immagini più belle è stata catturata in quella circostanza. Naturalmente eravamo soli in quel punto e quella notte, in quella regione, siamo stati probabilmente gli unici a vedere e fotografare l'aurora boreale.
Agosto 2016
Un nostro gruppo si trovava a Borgarfjörður eystri, piccolo villaggio sulla costa orientale d'Islanda. Nebbia e pioviggine. Dall'Italia abbiamo segnalato alla nostra guida sul posto l'orario in cui era prevista la comparsa dell'aurora secondo i modelli del NOAA. I dati meteorologici in nostro possesso indicavano che la coltre nuvolosa era estesa su tutta l'Islanda orientale ma confinata fino a 400 metri di altitudine. La nostra guida, un'ora prima del picco di attività, ha deciso di lasciare l'alloggio con il gruppo e di percorrere una strada che conduce ad un passo a circa 450 metri di altitudine. La scelta è stata premiata con la visione di una delle prime aurore boreali della stagione. Anche in questa circostanza siamo stati probabilmente gli unici visitatori a vedere l'aurora.
Negli stessi giorni un altro nostro gruppo si trovava negli altopiani meridionali, nei pressi di Landmannalaugar. Il cielo era coperto ma le previsioni prospettavano un lento miglioramento. Una parte del gruppo era disposta a restare sveglia in attesa dell'aurora. La nostra guida ha proposto allora un bagno notturno in una delle più belle sorgenti calde d'Islanda. Il gruppo ha quindi atteso l'aurora in un contesto davvero suggestivo e anche in questo caso, poco prima dell'alba, è stato premiato.
Viaggiare con una guida esperta può aumentare moltissimo le possibilità di successo.
Queste sono le nostre proposte di viaggio a caccia di aurore boreali.

giovedì 15 dicembre 2016

Backstage di un viaggio in Islanda a caccia di Aurore Boreali

I nostri viaggi in Islanda a caccia di Aurore Boreali sono storie che si sviluppano di ora in ora, guidate dalla magia di una terra che fa di tutto per lasciarti a bocca aperta. L'abilità di chi conduce il gruppo consiste nell'assecondare una Natura che si dimena per stupirti con tutta la sua energia creativa. Devi essere pronto a cogliere tutti i suoi stimoli, a cambiare programma, a prendere una deviazione: mezza giornata di sole accecante, una spolverata di neve per farti vedere l'oceano come non l'hai mai immaginato, un immenso ghiacciaio tutto per te, una bufera in cui tuffarti e che stravolge per te il paesaggio. Devi fidarti dell'Islanda e di ciò che sai di lei. Se la saprai ascoltare ti ripagherà ogni volta con esperienze nuove e sorprendenti. Se poi sarai capace di servirti di tutti gli strumenti che la scienza mette a tua disposizione (qui e qui, per esempio) sarai protagonista attivo di questo magico laboratorio di Madre Natura.
Questi sono i viaggi che ti proponiamo per febbraio e marzo.

domenica 27 novembre 2016

Video: in Islanda con 90° EST

Uno dei nostri "crucci" più ricorrenti è quello di non riuscire a comunicare l'intensità e la ricchezza dei nostri viaggi in Islanda nelle poche parole che normalmente un visitatore è disposto a leggere su una pagina web. Certo ci sono anche le immagini, i social network, i filmati ma, in ogni caso, serve che il visitatore sia disposto a dedicare tempo alla raccolta delle informazioni.
Qualche giorno fa due nostri viaggiatori, Silvia Messori e Stefano Ronzoni, ci hanno mandato il link al filmato che hanno realizzato durante il loro viaggio in Islanda.
Se gli puoi dedicare 6 minuti...puoi farti un'idea...:)

Buona visione



Questo e altri filmati sono raccolti qui.

martedì 2 agosto 2016

Islanda 2017: Caccia all'Aurora Boreale

Da quattordici anni 90° EST sceglie l'Islanda come meta dei suoi viaggi a caccia di aurore boreali. Perché?
1) Perché l'Islanda si trova esattamente alla miglior latitudine per osservare questo fenomeno.
2) Perché l'Islanda offre un paesaggio artico di eccezionale bellezza e alcuni degli scenari più suggestivi per vivere l'esperienza dell'aurora boreale.
3) Perché l'Islanda presenta fenomeni e ambienti di grande fascino anche di giorno, a prescindere dall'aurora boreale.
Cos'ha di speciale un viaggio invernale di 90° EST in Islanda?
La dimestichezza di 90° EST con il territorio islandese è frutto di una lunga esperienza.
90° EST usa veicoli 4X4 speciali che garantiscono al viaggiatore grande sicurezza, libertà di movimento ed un'eccezionale gratificazione.
Ogni gruppo è seguito da due accompagnatori: un geologo italiano e una guida locale.
Qui, qui e qui trovi informazioni approfondite sull'aurora boreale e sulla nostra strategia per non mancare all'appuntamento.


Giorno 1 Ci troviamo all'aeroporto di Reykjavik-Keflavik per il primo contatto con l'atmosfera d'Islanda attraverso un rigenerante bagno* nelle acque calde di Laguna Blu. Ci trasferiamo quindi a Reykjavik per una degna cena libera islandese. Pernottamento in hotel a Reykjavik.

Giorno 2 Partiamo alla volta del Geyser di Strokkur, del Parco Nazionale di Þingvellir, famoso per ragioni storiche e geologiche e della grande cascata di Gullfoss. Spesso, in inverno, la cascata si trasforma in un'immensa scultura in cui il ghiaccio ammanta le pareti del canyon in cui scorre impetuoso il torrente Hvita. Nel pomeriggio raggiungiamo l'ecovillaggio di Solheimar in cui ci attende una comoda casa dotata di un ampio terrazzo e di "hot pot" a nostra disposizione. Cena e pernottamento in guesthouse a Solheimar.

Giorno 3 Partiamo di buon ora in direzione della costa meridionale. Siamo diretti a Vik. Pochi chilometri dopo Solheimar l'orizzonte ci presenta una serie di rilievi aguzzi, molto lontani. Sono le Isole Westmann. Alla loro sinistra scorgiamo un altro rilievo, basso e piuttosto esteso, coperto di ghiaccio. Si tratta di Eyjafjallajökull, il vulcano da cui ha avuto origine l'eruzione che ha messo in ginocchio il traffico aereo di mezza Europa nella primavera del 2010. Da Eyjafjallajökull e dal vicino Mýrdalsjökull hanno origine i torrenti che generano due fra le più coreografiche cascate d'Islanda, Seljalandsfoss e Skógafoss. Le visitiamo prima di raggiungere le spiagge di Vik e i promontori di Dyrhólaey e di Reynisfjall. La giornata termina a Hofdabrekka, a pochi chilometri da Vik. Cena e pernottamento in hotel a Hofdabrekka.

Giorno 4 e Giorno 5 Questo è il tratto centrale del viaggio, quello che gravita attorno al margine meridionale del ghiacciaio Vatnajökull. Facendo base a Gerði, a 8 chilometri dalla Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón calibreremo i programmi giornalieri in funzione delle condizioni meteorologiche e dell'eventuale innevamento. Il nostro obiettivo è quello di trovarci nelle ore più propizie per l'osservazione dell'aurora boreale nel luogo che offre le migliori condizioni meteorologiche. Il grande vulcano Öræfajökull costituisce un ostacolo spesso insormontabile per i fronti nuvolosi che si muovono lungo correnti orientali o occidentali. Il versante sottovento risulta quindi spesso sereno quando quello sopravento è coperto. Per esempio, in caso di vento da Est il cielo è spesso coperto a Jökulsárlón e sereno a Skaftafell, vice versa con vento da Ovest. Seguendo questo criterio raggiungeremo il Parco Nazionale di Skaftafell con le lingue glaciali di Skaftafellsjökull e Svínafellsjökull e la cascata di Svartifoss. Sosteremo a Jökulsárlón e alla spiaggia oceanica antistante più volte per ammirare questa meraviglia della natura in condizioni diverse di luce e di marea, oltre che nelle ore notturne. Cena e pernottamento in guesthouse a Gerði.

Giorno 6 Da Jökulsárlón riprendiamo la marcia verso Ovest. Sostiamo per una suggestiva escursione all'interno della morena del ghiacciaio Kviarjökull prima di attraversare nuovamente la distesa sabbiosa di Skeydararsandur e riprendere la via per Vik. Cena e pernottamento in hotel a Hofdabrekka.

Giorno 7 Da Vik rientriamo verso la capitale seguendo la costa meridionale della penisola di Reykjanes. Il percorso attraversa un territorio interessante, spesso ignorato dai flussi turistici, con piccoli villaggi e alte scogliere. Sostiamo all'area geotermica di Krýsuvík, una delle più studiate e monitorate d'Islanda, famosa nel Paese per i suoi sciami sismici che svegliano con una certa frequenza gli abitanti della capitale. Cena libera a Reykjavik e pernottamento in hotel.

Giorno 8 Trasferimento all'aeroporto di Reykjavik-Keflavik e volo di rientro per l'Italia.



mercoledì 18 maggio 2016

La caccia ai globicefali alle Isole Faroe

90° EST organizza viaggi e attività alle Isole Faroe.
L'arcipelago è da anni al centro di polemiche e varie forme di protesta a causa della caccia ad una specie di cetacei, il globicefalo.
Numerosi viaggiatori ci segnalano il loro disagio di fronte a questa pratica e la loro ostilità verso la popolazione delle Isole Faroe.
I Faroesi sono davvero barbari assassini, insensibili verso l'ambiente e irrispettosi della vita?
Conosciamo bene i Faroesi e la nostra risposta è no. Quando abbiamo iniziato a frequentare le Isole Faroe, qualche anno fa, eravamo animati dallo stesso pregiudizio, poi, come spesso accade, la conoscenza e il dialogo ci hanno posti di fronte a domande nuove e nuove consapevolezze.
Quando i primi coloni hanno raggiunto le Isole, probabilmente intorno a V secolo dopo Cristo, hanno trovato un territorio di straordinaria bellezza in cui, però, le uniche forme di sostentamento arrivavano dal mare. Troppo ostile il clima per poter contare stabilmente su prodotti dell'agricoltura, troppo esiguo lo spazio per allevare bestiame a sufficienza per tutti. Il mare, sebbene pericoloso, rappresentava l'unica fonte certa di cibo. Così i Faroesi hanno iniziato a cacciare i globicefali, esattamente come nel resto d'Europa si cacciavano altre specie animali terrestri. Pesce e globicefali, per secoli, hanno rappresentato quindi un'importante e indispensabile fonte di cibo, quella che ha permesso a questo popolo di sopravvivere sulle Isole, di mantenere la propria, interessantissima cultura, la propria lingua e le proprie tradizioni. Se oggi esiste un popolo autonomo, interessante, con una cultura propria, se esiste un arcipelago unico per tradizioni, architettura, stile di vita, se questo popolo ha custodito il proprio territorio con tanto rispetto, se questo territorio meraviglioso è disponibile e intatto per gli occhi dei viaggiatori stranieri è anche perché, grazie ai globicefali, questo popolo ha potuto sopravvivere e difendere la propria autonomia. In altre parole le Isole Faroe, intese come territorio incontaminato e come cultura esistono perché, anche grazie ai globicefali, quel popolo è riuscito a sopravvivere e a perpetrare per secoli la sua identità culturale e il suo rispetto per quel territorio.
Domanda: oggi la caccia ai globicefali non è più necessaria, perché proseguire con questa pratica?
La risposta di un faroese: quella caccia fa parte della nostra cultura, i globicefali non sono a rischio estinzione.
Domanda: la caccia ai globicefali è un atto cruento su esseri sensibili, che senso ha?
La risposta di un faroese: il globicefali sono creature sensibili che trascorrono la loro vita liberi nell'oceano. Un numero irrilevante rispetto alla popolazione mondiale di globicefali viene ucciso alle Isole Faroe esattamente come accadrebbe in presenza di un predatore naturale. I bovini, i suini, i polli che voi accettate di mangiare sono allevati senza alcun rispetto per la vita e per il dolore, sono concepiti esclusivamente per il consumo umano, soffrono in ogni fase della loro esistenza e vengono uccisi senza alcun riguardo e senza che abbiano mai visto il cielo o l'erba. Perché si invoca il rispetto e si scomoda l'etica per i globicefali ma si accetta senza domande il massacro silenzioso di milioni di bovini e suini negli allevamenti intensivi?
Queste domande ci hanno posto di fronte a numerose considerazioni. Perché proviamo sdegno e dolore di fronte all'uccisione di un globicefalo ma consumiamo senza alcun imbarazzo una bistecca di manzo? Quel manzo ha vissuto una vita migliore rispetto a quella di un globicefalo ucciso alle Isole Faroe? La risposta è no. Quel manzo ha sofferto meno di un globicefalo ucciso alle Isole Faroe? La risposta è no. Scegliendo di consumare carne di manzo allevato ho compiuto un gesto più rispettoso nei confronti della vita o dell'ambiente rispetto a quello di un faroese che consuma carne di globicefalo? La risposta è ancora, e indiscutibilmente, no.
Oggi una sola organizzazione "ambientalista", Sea Shepherd" prosegue la sua campagna mediatica contro la caccia ai globicefali alle Isole Faroe. Tutte le altre, a partire da Greenpeace, hanno cessato le loro attività in quell'arcipelago. Greenpeace ha insegnato ai faroesi un modo per uccidere i globicefali riducendo la loro sofferenza. E' per questo che ai globicefali viene praticato un taglio sulla parte superiore del dorso. Se vuoi approfondire l'argomento ti segnaliamo qualche articolo che riteniamo corretto sulla base della nostra esperienza. Naturalmente la rete offre di tutto.
Per concludere, siamo favorevoli alla caccia ai globicefali alle Isole Faroe? La risposta è no, ma accettiamo che un popolo con cultura e storia diversa dalla nostra possa avere un punto di vista diverso dal nostro. L'imbarazzo di fronte alla caccia ai globicefali impone domande sul nostro stile di vita e sul rapporto fra le nostre scelte (per esempio alimentari) e il sistema di informazione. I faroesi definiscono "imperialista" l'atteggiamento di chi si scaglia contro la caccia ai globicefali senza conoscere nulla della storia, dell'ambiente e della cultura delle Isole Faroe e senza mettere minimamente in discussione il proprio atteggiamento verso le scelte di consumo. C'è del vero anche in questo.
Un ultimo dettaglio per chi vuole riflettere su questo argomento: i faroesi hanno potuto iniziare ad acquistare verdura e altri alimenti non prodotti, cacciati o pescati in loco, a partire dal 1994. Fino ad allora tutto ciò che era commestibile alle Isole Faroe era locale.

lunedì 11 gennaio 2016

Gli Altopiani d'Islanda

Chi conosce 90° EST sa che ogni anno la nostra programmazione include nuove località anche per quelle destinazioni che frequentiamo da ormai quindici anni.
Gli Altopiani d'Islanda, per esempio, sono una vera miniera di meraviglie paesaggistiche e ambientali, una fucina di fenomeni naturali in continua e tumultuosa evoluzione. Sono uno dei pochi luoghi di questo Pianeta in cui l'essere umano trova ancora angoli inesplorati. Non sarebbe così se questa grande regione nel cuore d'Islanda non fosse difesa da vie d'accesso percorribili solo da mezzi speciali come i nostri e da un clima che non la rendesse accessibile per soli due mesi all'anno. Sembra impossibile, ma gli scenari più emozionanti d'Islanda si trovano proprio negli Altopiani.
Per l'estate 2016 abbiamo scelto di esplorare una regione meravigliosa e interessantissima al margine sud occidentale del ghiacciaio Vatnajökull. E' il territorio in cui si trova il Lago Langisjór, all'interno di una lunga depressione che fa parte del sistema vulcanico Laki-Eldgjá. Il viaggio scelto per questa esplorazione è in calendario dal 30 luglio al 13 agosto.
La regione in questione è caratterizzata da imponenti fenomeni naturali: le immense colate ricoperte di muschio delle eruzioni del vulcano Laki (1783-84 d.c.) e di Eldgjá (934 d.c.), canyon e depressioni generati dalla continua "tensione distensiva" a cui questo territorio è sottoposto, laghi cristallini, vaste coltri di tundra incontaminata e sorgenti calde.
Proprio al margine meridionale del Lago Langisjór sorge il Monte Sveinstindur, un modesto rilievo che permette di osservare in un solo colpo d'occhio l'intero lago con il ghiacciaio Vatnajökull all'orizzonte. L'altitudine dello Sveinstindur garantisce un campo visivo sufficientemente ampio da permettere di apprezzare il Vatnajökull in tutta la sua maestosa estensione.
Altre regioni degli Altopiani Centrali che frequentiamo stabilmente sono quelle dei vulcani Askja, Holuhraun, Kerlingarfjöll e Herðubreið e i deserti di Kjölur e Ódáðahraun. Negli Altopiani Orientali sostiamo alle pendici del vulcano Snæfell e nella regione di Fljótsdalur. Negli Altopiani Meridionali frequentiamo la regione di Fjallabak e Landmannalaugar.


martedì 17 novembre 2015

Milano, 26 novembre. L'Islanda e l'Aurora Boreale

Cos'è l'aurora boreale? Quando e dove conviene andare a cercarla? Perché l'Islanda è una delle mete migliori per osservare questo fenomeno? Quali strumenti scientifici sono disponibili oggi per assicurarsi le migliori probabilità di successo?
90° EST presenta questo magico fenomeno dei cieli artici e introduce i viaggi in Islanda dedicati alla sua osservazione: percorsi, alloggi, mezzi 4X4, accompagnatori, strategie per le uscite notturne ed escursioni diurne nel meraviglioso scenario artico dell'Islanda meridionale.

Milano, 26 novembre, ore 21.00
Fondazione Culturale Ambrosianeum
Via delle Ore, 3
MM 1 

Ingresso libero previa iscrizione:

mercoledì 21 ottobre 2015

Nuovi fiumi di acqua calda in Islanda

Da quando il vulcano Bárðarbunga, in Islanda, ha iniziato a dare i primi segnali di instabilità, ad agosto 2014, fino al termine dell'eruzione, a febbraio 2015, abbiamo seguito giornalmente questo eccezionale fenomeno. Nella primavera del 2015 abbiamo capito che forse nell'estate 2015 saremmo riusciti ad avvicinarci alla nuova, vastissima colata di lava nel deserto sabbioso più grande d'Europa.
Avevamo comunque predisposto una serie di percorsi alternativi nel caso le autorità non avessero consentito l'accesso all'area. Per fortuna nostra e dei nostri viaggiatori non c'è stato bisogno di ricorrere a questi itinerari e, grazie anche alle nostre auto, abbiamo potuto raggiungere e osservare questo grande miracolo di Madre Natura.
Come spesso avviene in Islanda, Bárðarbunga ci ha trattati bene e ci ha regalato alcuni fenomeni "solo per i nostri occhi". Le emissioni di vapore causate dall'interazione fra l'acqua sotterranea di fusione del ghiacciaio Vatnajökull e la lava ancora calda, per esempio, spettacolo che solo poche decine di viaggiatori, oltre a noi, hanno potuto osservare. Il piccolo e dolcissimo miracolo che ha allietato due dei nostri gruppi dell'estate 2015 è stato, però, il bagno in uno dei nuovi torrenti caldi che sgorgano dal margine orientale della grande colata. Uno degli infiniti canali d'acqua che dal fronte del ghiacciaio confluiscono per generare il fiume Jökulsá á Fjöllum si insinua infatti fra le asperità della lava in lento raffreddamento e sgorga, caldo, nell'altopiano sabbioso a Nord del ghiacciaio. Quello che fino a qualche mese fa era un inferno di magma e gas tossici è oggi un'oasi di vapori e acque calde. Durerà, forse, un paio d'anni, giusto il tempo necessario alla lava per raffreddarsi completamente. Sappiamo, però, che questa terra non finirà mai di stupirci e che già prepara, in gran segreto, la prossima sorpresa.


martedì 17 marzo 2015

Arrivederci Aurora Boreale

Si è conclusa pochi giorni fa la nostra stagione invernale dei viaggi in Islanda a caccia di aurore boreali. Tutte le aspettative e le promesse della vigilia sono state onorate.
Non solo maestose aurore boreali - viste da Sólheimar, Hofdabrekka, Jökulsárlón e Hellisheiði, ma, soprattutto, grandi scenari artici ed emozioni a ripetizione grazie alla variabilità meteorologica che ha disegnato per noi paesaggi sempre diversi e spesso irriconoscibili.
La complicità e la fiducia dei viaggiatori ci ha permesso di "osare" oltre i limiti previsti e di disegnare, quindi, itinerari spesso diversi da quelli in programma, improvvisando uscite notturne e divagazioni diurne che hanno messo a dura prova mezzi e accompagnatori.
Ringraziamo quindi tutti i viaggiatori per la loro pazienza, per aver assecondato il nostro desiderio di vivere e far vivere viaggi intensi e sorprendenti.
Resteranno nel nostro bagaglio di ricordi indelebili l'aurora di Sólheimar, le stelle alla Laguna di Fjallsárlón, la bufera che ci ha inchiodati a Freysnes per 5 ore con vento a 220 km/h, le onde di Vík, le nevicate, i tanti sorrisi, le confidenze e l'atmosfera serena che ha accompagnato queste settimane in Islanda.
A tutti i viaggiatori il nostro ringraziamento.