martedì 13 giugno 2017

Video reportage da un viaggio invernale in Islanda con 90° EST

Ai primi di marzo 2017, durante uno dei nostri viaggi invernali in Islanda, abbiamo avuto fra i nostri viaggiatori Andrea Penzo e Rosa Maria Giannetti, videomaker simpatici, appassionati e preparati.
Raramente abbiamo visto filmati di viaggio tanto avvincenti quanto ben fatti. I minuti scorrono senza che nemmeno ce ne si accorga. Almeno, così succede a noi, forse perché eravamo lì con loro.
Questo è il viaggio da cui sono nati i filmati.
Qui puoi vedere la prima puntata. I link alle puntate successive sono di seguito.
Buona visione.




Terza puntata

sabato 10 giugno 2017

Elicottero e Superjeep per una settimana nell'Islanda Occidentale


90° EST ha appena concluso in Islanda uno dei suoi "viaggi speciali", costruito su esigenze particolari, lungo un percorso insolito.
Otto giorni per esplorare in Superjeep*, a piedi e in elicottero una delle regioni più affascinanti d'Islanda. L'Islanda Occidentale offre scenari grandiosi, una costa frastagliata impreziosita da grandi spiagge di sabbia dorata, cascate maestose, un grande vulcano - lo Snæfellsjökull, quello da cui inizia l'avventura di "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne - fiordi profondi costellati di sorgenti calde e colonie di uccelli, piccoli villaggi costieri.
La richiesta del cliente era quella di realizzare un viaggio in Islanda di 8 giorni in cui si potessero effettuare numerosi voli in elicottero.
L'imprevedibilità meteorologica islandese costituiva l'ostacolo maggiore perché non sarebbe stato possibile costruire un viaggio programmando i voli in anticipo. Il viaggio doveva essere progettato sapendo che avremmo potuto confermare di volta in volta la presenza dell'elicottero con solo qualche ora ora di preavviso.
Due le alternative, fare base a Reykjavík e da lì volare ad ogni occasione favorevole oppure costruire il miglior itinerario "terrestre" possibile in 8 giorni, ottimizzando le "finestre" di tempo buono per volare in elicottero.
Abbiamo scelto la seconda strategia, proponendo un percorso in Superjeep, che potesse essere realizzato e che fosse gratificante anche nell'ipotesi estrema che non si potesse mai utilizzare l'elicottero. Ogni occasione utile per volare sarebbe stata sfruttata muovendo il veicolo 4X4, condotto da uno di noi, da un alloggio all'altro mentre i clienti avrebbero volato, in compagnia di una nostra guida, facendo in modo che i punti di decollo e di atterraggio fossero lungo il percorso del veicolo.
Come spesso accade, ci piace pensare che l'Islanda, anche questa volta, abbia apprezzato un'idea tanto audace, regalandoci tre intere giornate per volare e solo qualche innocua goccia di pioggia anche nei tratti che abbiamo precorso in auto.
Perché l'Islanda Occidentale? Tre ragioni. 1) In otto giorni conviene dedicarsi ad un settore del territorio, piuttosto che cercare di macinare migliaia di chilometri in auto nel tentativo di "vedere il più possibile". L'Islanda Occidentale da Reykjavík ad Ísafjörður, con rientro a Reykjavik in aereo o in elicottero, permette un fantastico viaggio di una settimana con i giusti tempi per apprezzare ogni località anche con escursioni a piedi e trasferimenti in auto non troppo lunghi. 2) Immaginando di utilizzare spesso l'elicottero, l'itinerario doveva evitare che si attraversassero, in uno stesso volo, zone meteorologiche diverse, riducendo al minimo il rischio che in qualche tappa l'elicottero non potesse completare il percorso a causa di situazioni meteorologiche sfavorevoli nel punto di decollo o in quello di atterraggio finale. 3) La morfologia movimentata dell'Islanda Occidentale è ideale e davvero molto interessante per straordinarie visioni aeree.
Risultato. L'itinerario è stato completato con successo con ben tre intere giornate per volare non solo sull'Islanda Occidentale ma, grazie all'abilità e alla disponibilità del pilota, anche sul resto del Paese. Abbiamo sorvolato parte dell'Islanda Meridionale, tutti gli Altopiani e l'Islanda Settentrionale; il tempo e un pizzico di flessibilità da parte nostra ci hanno permesso di sorvolare zone meteorologiche diverse nello stesso volo, come nelle aspettative più ottimistiche.
Ogni volo ha permesso numerose soste in località che non avremmo potuto raggiungere in altro modo, specialmente nella stagione del disgelo.
Cura estrema nella scelta degli alloggi, tutte strutture ricercate, particolari per collocazione, comfort o per la storia che hanno da raccontare.
In un periodo in cui la pressione turistica si è fatta importante l'Islanda offre intere regioni, fra le più interessanti e spettacolari, completamente ignorate dai principali flussi di visitatori. Merito dei nostri viaggiatori se abbiamo avuto "carta bianca" nella stesura dell'itinerario, escludendo, senza rimpianto, alcune località tanto blasonate quanto deludenti.

* In Islanda si chiamano Superjeep le auto 4X4 appositamente modificate per affrontare le piste più insidiose.

venerdì 10 febbraio 2017

Serate di presentazione dei viaggi di 90° EST

Tornano i nostri incontri di presentazione dei viaggi di 90° EST. Per incontrare accompagnatori e compagni di viaggio, per conoscere ogni dettaglio sui percorsi, sui mezzi di trasporto, sulle attività, sul clima, insomma per avere un'informazione completa su tutti gli elementi che caratterizzano le nostre proposte di viaggio...il prossimo incontro è a Milano, mercoledì 10 marzo alle 21.00.
Info e iscrizioni qui.

giovedì 26 gennaio 2017

Isole Faroe: Hestur e Koltur



Qual è il senso di un viaggio organizzato? La risposta di 90° EST: offrire situazioni a attività che un viaggiatore non potrebbe ottenere da solo, predisporre gli ingredienti per un'esperienza di viaggio superiore, per contenuti culturali, gratificazione e rapporto con l'identità della destinazione, rispetto ad un viaggio in autonomia. Un esempio ci è offerto dal viaggio alle Isole Faroe di 90° EST. L'arcipelago è composto da 18 isole maggiori, si fa per dire...molte sono isole davvero piccole, di cui 17 abitate stabilmente. Alcune sonno collegate fra loro per mezzo di ponti e tunnel, altre con servizi pubblici di navigazione, altre solo con imbarcazioni private o con l'elicottero. Inutile dire che quelle più isolate sono estremamente interessanti: ambiente incontaminato, comunità locali non avvezze ad un rapporto stabile con i turisti, elementi paesaggistici straordinari ma sconosciuti al grande pubblico proprio a causa dell'isolamento. Hestur e Koltur, per esempio, sono due delle isole più difficili da raggiungere. Un servizio di linea collega il villaggio su Hestur con Streymoy, l'isola maggiore, ma nessun turista si spinge fin qui. Quindici case adagiate sulla costa nord orientale dell'isola, senza alberghi, bar, musei, nessuna strada che possa permettere di raggiungere altri settori dell'isola. Il versante opposto, quello sud occidentale, presenta alcune delle grotte più grandi e profonde dell'intero arcipelago, scogliere altissime popolate da un numero incalcolabile di uccelli. Un paradiso per chi è sensibile a questi elementi ma totalmente inaccessibile in assenza di una barca privata e di personale che sappia navigare in quelle acque e in quelle grotte, che conosca i passaggi per accedere a quelle scogliere. Koltur, se possibile, è ancora più isolata. Una sola fattoria, nessun servizio pubblico di collegamento con le altre isole, il villaggio storico più bello e meglio conservato di tutto l'arcipelago. Koltur rappresenta la prima immagine che si imprime nella memoria di ogni viaggiatore che raggiunga le Faroe perché, dall'aeroporto verso la capitale Tórshavn, è la prima isola che si riconosce ed ha una morfologia aspra e inconfondibile. Evoca un'idea ancestrale di luogo isolato e umanamente inaccessibile. La storia della fattoria di Koltur e della sua isola, un granello di sabbia nella storia dell'uomo, è uno scrigno fantastico di suggestioni e dettagli per chi si avvicina con curiosità alle vicende di questo arcipelago e del suo popolo ma...se non hai una barca e qualcuno che conosca chi a Koltur vive...quest'isola resta un profilo nero e silenzioso nell'oceano. Durante il nostro viaggio alle Isole Faroe, grazie alla preziosa collaborazione con fantastici ragazzi locali, trascorriamo un'intera giornata fra Hestur e Koltur. Navighiamo all'interno delle grotte e camminiamo alla base delle falesie di Hestur, chi vuole può immergersi nelle acque dell'oceano all'interno delle grotte, andare in kayak fra Streymoy e Hestur. Su Koltur - ospiti della fattoria - visitiamo l'isola e ceniamo nel villaggio storico con un super cuoco tutto per noi. Organizzazione, personale, attrezzatura, imbarcazioni e servizi per questa giornata sono accessibili sono per un gruppo. Noi crediamo che queste siano le esperienze che caratterizzano e valorizzano un viaggio organizzato, il nostro viaggio alle Isole Faroe. Una giornata così, probabilmente, vale più di un intero viaggio speso con la "Lonely Planet" in mano.
Questa è la nostra proposta.


Due immagini invernali dell'isola di Koltur

mercoledì 25 gennaio 2017

Aurora Boreale: quando la fortuna non basta



Molti viaggiatori che hanno intrapreso un viaggio con l'intenzione di vedere l'aurora boreale ritornano dall'Islanda, dalla Lapponia, dalla Norvegia o da altre destinazioni senza aver avuto l'opportunità di osservare il fenomeno. Molti pensano che sia sufficiente recarsi "nel posto giusto" per portare a casa il ricordo, o un'immagine, di un fenomeno tanto affascinante. Purtroppo non è sempre così.
L'aurora boreale si sviluppa ed è visibile quando si verificano contemporaneamente alcune circostanze, ne abbiamo discusso qui. Per avere buone probabilità di successo spesso la fortuna non basta, come non basta avere una notte stellata.
Difficilmente l'aurora dura a lungo. Capitano aurore boreali che durano ore, ma più frequentemente l'aurora è intermittente nel corso della notte o si sviluppa per qualche minuto in una notte che dura svariate ore. Per aumentare le possibilità di successo è necessario saper individuare le notti più favorevoli e gli orari con maggior probabilità all'interno di una stessa notte. E' anche utile conoscere il microclima locale per poter scegliere il punto migliore in cui appostarsi.
Ecco qualche esempio.
Inverno 2015. Uno dei nostri gruppi si trovava nel proprio alloggio nei pressi della Laguna degli Iceberg. La nostra guida, consultando i dati astronomici ed atmosferici ha individuato l'orario più idoneo per lasciare l'albergo e dirigersi alla Laguna con le nostre Toyota Hilux. Alla Laguna, una trentina di altri veicoli e minibus si erano appostati in attesa dell'aurora. In quel momento, però, alla Laguna degli Iceberg soffiava un vento tremendo da Nord Ovest. Impossibile allontanarsi dall'auto per più di qualche minuto e impensabile estrarre l'attrezzatura fotografica. Nessun cavalletto avrebbe retto alla violenza di quel vento. La nostra guida ha quindi deciso di spostare il gruppo di circa 8 km verso Sud Ovest e di percorrere, nella neve, altri 3 km per raggiungere una laguna minore più vicina al grande massiccio di Öræfi. In quelle condizioni era probabile che il punto individuato dalla nostra guida fosse protetto dal vento. Risultato: l'assenza totale di vento ci ha permesso di lasciare le auto e di fermarci sulla sponda della laguna per più di tre ore e di godere, in condizioni ideali, di uno spettacolo magnifico. Una delle nostre immagini più belle è stata catturata in quella circostanza. Naturalmente eravamo soli in quel punto e quella notte, in quella regione, siamo stati probabilmente gli unici a vedere e fotografare l'aurora boreale.
Agosto 2016
Un nostro gruppo si trovava a Borgarfjörður eystri, piccolo villaggio sulla costa orientale d'Islanda. Nebbia e pioviggine. Dall'Italia abbiamo segnalato alla nostra guida sul posto l'orario in cui era prevista la comparsa dell'aurora secondo i modelli del NOAA. I dati meteorologici in nostro possesso indicavano che la coltre nuvolosa era estesa su tutta l'Islanda orientale ma confinata fino a 400 metri di altitudine. La nostra guida, un'ora prima del picco di attività, ha deciso di lasciare l'alloggio con il gruppo e di percorrere una strada che conduce ad un passo a circa 450 metri di altitudine. La scelta è stata premiata con la visione di una delle prime aurore boreali della stagione. Anche in questa circostanza siamo stati probabilmente gli unici visitatori a vedere l'aurora.
Negli stessi giorni un altro nostro gruppo si trovava negli altopiani meridionali, nei pressi di Landmannalaugar. Il cielo era coperto ma le previsioni prospettavano un lento miglioramento. Una parte del gruppo era disposta a restare sveglia in attesa dell'aurora. La nostra guida ha proposto allora un bagno notturno in una delle più belle sorgenti calde d'Islanda. Il gruppo ha quindi atteso l'aurora in un contesto davvero suggestivo e anche in questo caso, poco prima dell'alba, è stato premiato.
Viaggiare con una guida esperta può aumentare moltissimo le possibilità di successo.
Queste sono le nostre proposte di viaggio a caccia di aurore boreali.

giovedì 15 dicembre 2016

Backstage di un viaggio in Islanda a caccia di Aurore Boreali

I nostri viaggi in Islanda a caccia di Aurore Boreali sono storie che si sviluppano di ora in ora, guidate dalla magia di una terra che fa di tutto per lasciarti a bocca aperta. L'abilità di chi conduce il gruppo consiste nell'assecondare una Natura che si dimena per stupirti con tutta la sua energia creativa. Devi essere pronto a cogliere tutti i suoi stimoli, a cambiare programma, a prendere una deviazione: mezza giornata di sole accecante, una spolverata di neve per farti vedere l'oceano come non l'hai mai immaginato, un immenso ghiacciaio tutto per te, una bufera in cui tuffarti e che stravolge per te il paesaggio. Devi fidarti dell'Islanda e di ciò che sai di lei. Se la saprai ascoltare ti ripagherà ogni volta con esperienze nuove e sorprendenti. Se poi sarai capace di servirti di tutti gli strumenti che la scienza mette a tua disposizione (qui e qui, per esempio) sarai protagonista attivo di questo magico laboratorio di Madre Natura.
Questi sono i viaggi che ti proponiamo per febbraio e marzo.

domenica 27 novembre 2016

Video: in Islanda con 90° EST

Uno dei nostri "crucci" più ricorrenti è quello di non riuscire a comunicare l'intensità e la ricchezza dei nostri viaggi in Islanda nelle poche parole che normalmente un visitatore è disposto a leggere su una pagina web. Certo ci sono anche le immagini, i social network, i filmati ma, in ogni caso, serve che il visitatore sia disposto a dedicare tempo alla raccolta delle informazioni.
Qualche giorno fa due nostri viaggiatori, Silvia Messori e Stefano Ronzoni, ci hanno mandato il link al filmato che hanno realizzato durante il loro viaggio in Islanda.
Se gli puoi dedicare 6 minuti...puoi farti un'idea...:)

Buona visione



Questo e altri filmati sono raccolti qui.

giovedì 22 settembre 2016

Islanda: speciale aurora boreale


Partenze in calendario:
12 - 26 agosto 2017
14 - 21 febbraio 2018, 7 - 14 marzo 2018 e 14 - 21 marzo 2018

Dal 2012 al 2017, confermando i dati astronomici previsionali, l'aurora boreale è stata protagonista dei cieli del Nord. L'abbiamo sempre osservata dall'Islanda in inverno e nelle ultime due settimane di agosto da febbraio 2012 a marzo 2017 (qui qualche immagine). Le migliori osservazioni si sono verificate dal 2013 in poi, con un picco di ben 5 osservazioni nella sola seconda metà di agosto 2015.
L'aurora boreale è un fenomeno luminoso dell'alta atmosfera terrestre prodotto dall'interazione fra le particelle provenienti dal sole (quelle che costituiscono il cosiddetto "vento solare") e le particelle che compongono i livelli più esterni della nostra atmosfera.
Per poter osservare l'aurora boreale è necessario tenere in considerazione alcuni elementi importanti e pianificare un viaggio che rispetti alcune condizioni. Ecco quali.

1) La Terra si deve trovare sulla traiettoria di una CME (Coronal Mass Ejection, Espulsione di massa coronale), cioè un flusso di "plasma" proveniente dal Sole che si verifica in occasione di particolari esplosioni sulla superficie della nostra stella o di una "corrente" di vento solare ad alta velocità ("High-speed solar wind streams" prodotte nei cosiddetti "Coronal Holes"). Questi fenomeni non sono esattamente prevedibili, ma fra il 2012 e il 2017 è previsto il picco di attività solare all'interno di un ciclo che dura circa 11 anni. Significa che in questo periodo le esplosioni sulla superficie del sole sono più frequenti e più frequente l'aurora boreale. [A]

2) L'aurora si sviluppa tipicamente in una fascia di cielo a cavallo del circolo polare artico, quindi proprio sulla verticale dell'Islanda (e di tutte le terre alla medesima latitudine).

3) Per osservare l'aurora boreale è necessario che il cielo sia scuro e sereno e la presenza della luce lunare, di norma, non aiuta. L'oscurità notturna, in Islanda, è sufficientemente estesa da metà agosto ai primi giorni di aprile. E' quindi in questo periodo che si può programmare un viaggio in Islanda per vedere l'aurora boreale. Il disturbo luminoso della Luna non dipende solo dalle fasi lunari ma, soprattutto, dagli orari in cui la luna sorge e tramonta. Fra metà agosto e i primi giorni di aprile la copertura nuvolosa in Islanda è statisticamente meno insistente a fine agosto e da metà febbraio in poi. [B]

4) L'aurora boreale si sviluppa tipicamente in un lasso di tempo di circa sei ore a cavallo della mezzanotte. E' quindi assolutamente inutile avere buio pesto alle 5 di pomeriggio (come sarebbe a dicembre o a gennaio) perché, comunque, l'aurora boreale non comparirà prima delle 21.

Combinando tutti questi elementi i periodi che comprendono le ultime due settimane di agosto 2017, la terza settimana di febbraio 2018 e le due settimane centrali di marzo 2018 appaiono come i più propizi. In questi periodi, inoltre, le giornate sono molto luminose e permettono di apprezzare pienamente anche il paesaggio artico, estivo o invernale, decisamente suggestivo.
Nei viaggi invernali, otto giorni ci offrono un numero di notti sufficiente ad assicurare buone probabilità di osservazione, possiamo allontanarci da Reykjavik evitando l'inquinamento luminoso e possiamo raggiungere località particolarmente suggestive come Jökulsárlón, la famosa Laguna degli Iceberg. Nei viaggi estivi 15 giorni ci permettono di approfittare dell'assenza di neve per esplorare anche i territori che in inverno non sarebbero accessibili.
Il percorso dei viaggi invernali si snoda lungo la costa meridionale e raggiunge molte mete straordinarie come le cascate di Skógafoss e Seljalandsfoss, l'area di Vik con le scogliere di Dyrhólaey e i ghiacciai di Kviarjökull ed Heinabergsjökull con le loro piste innevate da percorrere a bordo dei nostri 4X4.
Per l'aurora boreale estiva - ne abbiamo parlato anche qui - questo è il programma del nostro viaggio della seconda metà di agosto.

[A] Da 15 anni 90° EST organizza viaggi dedicati all'osservazione dell'Aurora Boreale. I nostri accompagnatori dispongono di dati in tempo reale dai principali istituti internazionali che si occupano del monitoraggio del vento solare e delle CME. In questo modo possono conoscere, con svariate ore di anticipo, l'orario in cui si ha la massima probabilità di osservazione ed evitano di uscire nel momento sbagliato. Dopo due ore di attesa infruttuosa all'aperto qualunque osservatore desiste. Meglio poter scegliere il momento giusto. L'uso di agili 4X4 appositamente modificati permette al gruppo, o anche solo ad una sua parte, di uscire e spostarsi senza vincoli di orari.
[B] I nostri accompagnatori consultano i dati meteorologici in tempo reale, conoscono quindi non solo l'estensione e l'evoluzione della copertura nuvolosa, ma anche la sua altitudine. Dall'alloggio possono scegliere di spostarsi nella direzione più efficace, ma anche, ove possibile, di salire di quota per posizionarsi al di sopra della copertura nuvolosa.

Questi ed altri accorgimenti, da soli, aumentano notevolmente le possibilità di successo rispetto ad altre strategie di osservazione in cui orari di uscita e destinazione sono prefissati e non modificabili. Per saperne di più.

Questo nostro articolo è stato copiato abusivamente più volte su vari Blog. Due sono attualmente oggetto di azione legale.

martedì 2 agosto 2016

Islanda 2017: Caccia all'Aurora Boreale

Da quattordici anni 90° EST sceglie l'Islanda come meta dei suoi viaggi a caccia di aurore boreali. Perché?
1) Perché l'Islanda si trova esattamente alla miglior latitudine per osservare questo fenomeno.
2) Perché l'Islanda offre un paesaggio artico di eccezionale bellezza e alcuni degli scenari più suggestivi per vivere l'esperienza dell'aurora boreale.
3) Perché l'Islanda presenta fenomeni e ambienti di grande fascino anche di giorno, a prescindere dall'aurora boreale.
Cos'ha di speciale un viaggio invernale di 90° EST in Islanda?
La dimestichezza di 90° EST con il territorio islandese è frutto di una lunga esperienza.
90° EST usa veicoli 4X4 speciali che garantiscono al viaggiatore grande sicurezza, libertà di movimento ed un'eccezionale gratificazione.
Ogni gruppo è seguito da due accompagnatori: un geologo italiano e una guida locale.
Qui, qui e qui trovi informazioni approfondite sull'aurora boreale e sulla nostra strategia per non mancare all'appuntamento.


Giorno 1 Ci troviamo all'aeroporto di Reykjavik-Keflavik per il primo contatto con l'atmosfera d'Islanda attraverso un rigenerante bagno* nelle acque calde di Laguna Blu. Ci trasferiamo quindi a Reykjavik per una degna cena libera islandese. Pernottamento in hotel a Reykjavik.

Giorno 2 Partiamo alla volta del Geyser di Strokkur, del Parco Nazionale di Þingvellir, famoso per ragioni storiche e geologiche e della grande cascata di Gullfoss. Spesso, in inverno, la cascata si trasforma in un'immensa scultura in cui il ghiaccio ammanta le pareti del canyon in cui scorre impetuoso il torrente Hvita. Nel pomeriggio raggiungiamo l'ecovillaggio di Solheimar in cui ci attende una comoda casa dotata di un ampio terrazzo e di "hot pot" a nostra disposizione. Cena e pernottamento in guesthouse a Solheimar.

Giorno 3 Partiamo di buon ora in direzione della costa meridionale. Siamo diretti a Vik. Pochi chilometri dopo Solheimar l'orizzonte ci presenta una serie di rilievi aguzzi, molto lontani. Sono le Isole Westmann. Alla loro sinistra scorgiamo un altro rilievo, basso e piuttosto esteso, coperto di ghiaccio. Si tratta di Eyjafjallajökull, il vulcano da cui ha avuto origine l'eruzione che ha messo in ginocchio il traffico aereo di mezza Europa nella primavera del 2010. Da Eyjafjallajökull e dal vicino Mýrdalsjökull hanno origine i torrenti che generano due fra le più coreografiche cascate d'Islanda, Seljalandsfoss e Skógafoss. Le visitiamo prima di raggiungere le spiagge di Vik e i promontori di Dyrhólaey e di Reynisfjall. La giornata termina a Hofdabrekka, a pochi chilometri da Vik. Cena e pernottamento in hotel a Hofdabrekka.

Giorno 4 e Giorno 5 Questo è il tratto centrale del viaggio, quello che gravita attorno al margine meridionale del ghiacciaio Vatnajökull. Facendo base a Gerði, a 8 chilometri dalla Laguna degli Iceberg di Jökulsárlón calibreremo i programmi giornalieri in funzione delle condizioni meteorologiche e dell'eventuale innevamento. Il nostro obiettivo è quello di trovarci nelle ore più propizie per l'osservazione dell'aurora boreale nel luogo che offre le migliori condizioni meteorologiche. Il grande vulcano Öræfajökull costituisce un ostacolo spesso insormontabile per i fronti nuvolosi che si muovono lungo correnti orientali o occidentali. Il versante sottovento risulta quindi spesso sereno quando quello sopravento è coperto. Per esempio, in caso di vento da Est il cielo è spesso coperto a Jökulsárlón e sereno a Skaftafell, vice versa con vento da Ovest. Seguendo questo criterio raggiungeremo il Parco Nazionale di Skaftafell con le lingue glaciali di Skaftafellsjökull e Svínafellsjökull e la cascata di Svartifoss. Sosteremo a Jökulsárlón e alla spiaggia oceanica antistante più volte per ammirare questa meraviglia della natura in condizioni diverse di luce e di marea, oltre che nelle ore notturne. Cena e pernottamento in guesthouse a Gerði.

Giorno 6 Da Jökulsárlón riprendiamo la marcia verso Ovest. Sostiamo per una suggestiva escursione all'interno della morena del ghiacciaio Kviarjökull prima di attraversare nuovamente la distesa sabbiosa di Skeydararsandur e riprendere la via per Vik. Cena e pernottamento in hotel a Hofdabrekka.

Giorno 7 Da Vik rientriamo verso la capitale seguendo la costa meridionale della penisola di Reykjanes. Il percorso attraversa un territorio interessante, spesso ignorato dai flussi turistici, con piccoli villaggi e alte scogliere. Sostiamo all'area geotermica di Krýsuvík, una delle più studiate e monitorate d'Islanda, famosa nel Paese per i suoi sciami sismici che svegliano con una certa frequenza gli abitanti della capitale. Cena libera a Reykjavik e pernottamento in hotel.

Giorno 8 Trasferimento all'aeroporto di Reykjavik-Keflavik e volo di rientro per l'Italia.

Qui trovi info pratiche su impegno fisico, attrezzatura e sistemazioni

mercoledì 18 maggio 2016

La caccia ai globicefali alle Isole Faroe

90° EST organizza viaggi e attività alle Isole Faroe.
L'arcipelago è da anni al centro di polemiche e varie forme di protesta a causa della caccia ad una specie di cetacei, il globicefalo.
Numerosi viaggiatori ci segnalano il loro disagio di fronte a questa pratica e la loro ostilità verso la popolazione delle Isole Faroe.
I Faroesi sono davvero barbari assassini, insensibili verso l'ambiente e irrispettosi della vita?
Conosciamo bene i Faroesi e la nostra risposta è no. Quando abbiamo iniziato a frequentare le Isole Faroe, qualche anno fa, eravamo animati dallo stesso pregiudizio, poi, come spesso accade, la conoscenza e il dialogo ci hanno posti di fronte a domande nuove e nuove consapevolezze.
Quando i primi coloni hanno raggiunto le Isole, probabilmente intorno a V secolo dopo Cristo, hanno trovato un territorio di straordinaria bellezza in cui, però, le uniche forme di sostentamento arrivavano dal mare. Troppo ostile il clima per poter contare stabilmente su prodotti dell'agricoltura, troppo esiguo lo spazio per allevare bestiame a sufficienza per tutti. Il mare, sebbene pericoloso, rappresentava l'unica fonte certa di cibo. Così i Faroesi hanno iniziato a cacciare i globicefali, esattamente come nel resto d'Europa si cacciavano altre specie animali terrestri. Pesce e globicefali, per secoli, hanno rappresentato quindi un'importante e indispensabile fonte di cibo, quella che ha permesso a questo popolo di sopravvivere sulle Isole, di mantenere la propria, interessantissima cultura, la propria lingua e le proprie tradizioni. Se oggi esiste un popolo autonomo, interessante, con una cultura propria, se esiste un arcipelago unico per tradizioni, architettura, stile di vita, se questo popolo ha custodito il proprio territorio con tanto rispetto, se questo territorio meraviglioso è disponibile e intatto per gli occhi dei viaggiatori stranieri è anche perché, grazie ai globicefali, questo popolo ha potuto sopravvivere e difendere la propria autonomia. In altre parole le Isole Faroe, intese come territorio incontaminato e come cultura esistono perché, anche grazie ai globicefali, quel popolo è riuscito a sopravvivere e a perpetrare per secoli la sua identità culturale e il suo rispetto per quel territorio.
Domanda: oggi la caccia ai globicefali non è più necessaria, perché proseguire con questa pratica?
La risposta di un faroese: quella caccia fa parte della nostra cultura, i globicefali non sono a rischio estinzione.
Domanda: la caccia ai globicefali è un atto cruento su esseri sensibili, che senso ha?
La risposta di un faroese: il globicefali sono creature sensibili che trascorrono la loro vita liberi nell'oceano. Un numero irrilevante rispetto alla popolazione mondiale di globicefali viene ucciso alle Isole Faroe esattamente come accadrebbe in presenza di un predatore naturale. I bovini, i suini, i polli che voi accettate di mangiare sono allevati senza alcun rispetto per la vita e per il dolore, sono concepiti esclusivamente per il consumo umano, soffrono in ogni fase della loro esistenza e vengono uccisi senza alcun riguardo e senza che abbiano mai visto il cielo o l'erba. Perché si invoca il rispetto e si scomoda l'etica per i globicefali ma si accetta senza domande il massacro silenzioso di milioni di bovini e suini negli allevamenti intensivi?
Queste domande ci hanno posto di fronte a numerose considerazioni. Perché proviamo sdegno e dolore di fronte all'uccisione di un globicefalo ma consumiamo senza alcun imbarazzo una bistecca di manzo? Quel manzo ha vissuto una vita migliore rispetto a quella di un globicefalo ucciso alle Isole Faroe? La risposta è no. Quel manzo ha sofferto meno di un globicefalo ucciso alle Isole Faroe? La risposta è no. Scegliendo di consumare carne di manzo allevato ho compiuto un gesto più rispettoso nei confronti della vita o dell'ambiente rispetto a quello di un faroese che consuma carne di globicefalo? La risposta è ancora, e indiscutibilmente, no.
Oggi una sola organizzazione "ambientalista", Sea Shepherd" prosegue la sua campagna mediatica contro la caccia ai globicefali alle Isole Faroe. Tutte le altre, a partire da Greenpeace, hanno cessato le loro attività in quell'arcipelago. Greenpeace ha insegnato ai faroesi un modo per uccidere i globicefali riducendo la loro sofferenza. E' per questo che ai globicefali viene praticato un taglio sulla parte superiore del dorso. Se vuoi approfondire l'argomento ti segnaliamo qualche articolo che riteniamo corretto sulla base della nostra esperienza. Naturalmente la rete offre di tutto.
Per concludere, siamo favorevoli alla caccia ai globicefali alle Isole Faroe? La risposta è no, ma accettiamo che un popolo con cultura e storia diversa dalla nostra possa avere un punto di vista diverso dal nostro. L'imbarazzo di fronte alla caccia ai globicefali impone domande sul nostro stile di vita e sul rapporto fra le nostre scelte (per esempio alimentari) e il sistema di informazione. I faroesi definiscono "imperialista" l'atteggiamento di chi si scaglia contro la caccia ai globicefali senza conoscere nulla della storia, dell'ambiente e della cultura delle Isole Faroe e senza mettere minimamente in discussione il proprio atteggiamento verso le scelte di consumo. C'è del vero anche in questo.

lunedì 11 gennaio 2016

Gli Altopiani d'Islanda

Chi conosce 90° EST sa che ogni anno la nostra programmazione include nuove località anche per quelle destinazioni che frequentiamo da ormai quindici anni.
Gli Altopiani d'Islanda, per esempio, sono una vera miniera di meraviglie paesaggistiche e ambientali, una fucina di fenomeni naturali in continua e tumultuosa evoluzione. Sono uno dei pochi luoghi di questo Pianeta in cui l'essere umano trova ancora angoli inesplorati. Non sarebbe così se questa grande regione nel cuore d'Islanda non fosse difesa da vie d'accesso percorribili solo da mezzi speciali come i nostri e da un clima che non la rendesse accessibile per soli due mesi all'anno. Sembra impossibile, ma gli scenari più emozionanti d'Islanda si trovano proprio negli Altopiani.
Per l'estate 2016 abbiamo scelto di esplorare una regione meravigliosa e interessantissima al margine sud occidentale del ghiacciaio Vatnajökull. E' il territorio in cui si trova il Lago Langisjór, all'interno di una lunga depressione che fa parte del sistema vulcanico Laki-Eldgjá. Il viaggio scelto per questa esplorazione è in calendario dal 30 luglio al 13 agosto.
La regione in questione è caratterizzata da imponenti fenomeni naturali: le immense colate ricoperte di muschio delle eruzioni del vulcano Laki (1783-84 d.c.) e di Eldgjá (934 d.c.), canyon e depressioni generati dalla continua "tensione distensiva" a cui questo territorio è sottoposto, laghi cristallini, vaste coltri di tundra incontaminata e sorgenti calde.
Proprio al margine meridionale del Lago Langisjór sorge il Monte Sveinstindur, un modesto rilievo che permette di osservare in un solo colpo d'occhio l'intero lago con il ghiacciaio Vatnajökull all'orizzonte. L'altitudine dello Sveinstindur garantisce un campo visivo sufficientemente ampio da permettere di apprezzare il Vatnajökull in tutta la sua maestosa estensione.
Altre regioni degli Altopiani Centrali che frequentiamo stabilmente sono quelle dei vulcani Askja, Holuhraun, Kerlingarfjöll e Herðubreið e i deserti di Kjölur e Ódáðahraun. Negli Altopiani Orientali sostiamo alle pendici del vulcano Snæfell e nella regione di Fljótsdalur. Negli Altopiani Meridionali frequentiamo la regione di Fjallabak e Landmannalaugar.


martedì 17 novembre 2015

Milano, 26 novembre. L'Islanda e l'Aurora Boreale

Cos'è l'aurora boreale? Quando e dove conviene andare a cercarla? Perché l'Islanda è una delle mete migliori per osservare questo fenomeno? Quali strumenti scientifici sono disponibili oggi per assicurarsi le migliori probabilità di successo?
90° EST presenta questo magico fenomeno dei cieli artici e introduce i viaggi in Islanda dedicati alla sua osservazione: percorsi, alloggi, mezzi 4X4, accompagnatori, strategie per le uscite notturne ed escursioni diurne nel meraviglioso scenario artico dell'Islanda meridionale.

Milano, 26 novembre, ore 21.00
Fondazione Culturale Ambrosianeum
Via delle Ore, 3
MM 1 

Ingresso libero previa iscrizione:

mercoledì 21 ottobre 2015

Nuovi fiumi di acqua calda in Islanda

Da quando il vulcano Bárðarbunga, in Islanda, ha iniziato a dare i primi segnali di instabilità, ad agosto 2014, fino al termine dell'eruzione, a febbraio 2015, abbiamo seguito giornalmente questo eccezionale fenomeno. Nella primavera del 2015 abbiamo capito che forse nell'estate 2015 saremmo riusciti ad avvicinarci alla nuova, vastissima colata di lava nel deserto sabbioso più grande d'Europa.
Avevamo comunque predisposto una serie di percorsi alternativi nel caso le autorità non avessero consentito l'accesso all'area. Per fortuna nostra e dei nostri viaggiatori non c'è stato bisogno di ricorrere a questi itinerari e, grazie anche alle nostre auto, abbiamo potuto raggiungere e osservare questo grande miracolo di Madre Natura.
Come spesso avviene in Islanda, Bárðarbunga ci ha trattati bene e ci ha regalato alcuni fenomeni "solo per i nostri occhi". Le emissioni di vapore causate dall'interazione fra l'acqua sotterranea di fusione del ghiacciaio Vatnajökull e la lava ancora calda, per esempio, spettacolo che solo poche decine di viaggiatori, oltre a noi, hanno potuto osservare. Il piccolo e dolcissimo miracolo che ha allietato due dei nostri gruppi dell'estate 2015 è stato, però, il bagno in uno dei nuovi torrenti caldi che sgorgano dal margine orientale della grande colata. Uno degli infiniti canali d'acqua che dal fronte del ghiacciaio confluiscono per generare il fiume Jökulsá á Fjöllum si insinua infatti fra le asperità della lava in lento raffreddamento e sgorga, caldo, nell'altopiano sabbioso a Nord del ghiacciaio. Quello che fino a qualche mese fa era un inferno di magma e gas tossici è oggi un'oasi di vapori e acque calde. Durerà, forse, un paio d'anni, giusto il tempo necessario alla lava per raffreddarsi completamente. Sappiamo, però, che questa terra non finirà mai di stupirci e che già prepara, in gran segreto, la prossima sorpresa.


martedì 17 marzo 2015

Arrivederci Aurora Boreale

Si è conclusa pochi giorni fa la nostra stagione invernale dei viaggi in Islanda a caccia di aurore boreali. Tutte le aspettative e le promesse della vigilia sono state onorate.
Non solo maestose aurore boreali - viste da Sólheimar, Hofdabrekka, Jökulsárlón e Hellisheiði, ma, soprattutto, grandi scenari artici ed emozioni a ripetizione grazie alla variabilità meteorologica che ha disegnato per noi paesaggi sempre diversi e spesso irriconoscibili.
La complicità e la fiducia dei viaggiatori ci ha permesso di "osare" oltre i limiti previsti e di disegnare, quindi, itinerari spesso diversi da quelli in programma, improvvisando uscite notturne e divagazioni diurne che hanno messo a dura prova mezzi e accompagnatori.
Ringraziamo quindi tutti i viaggiatori per la loro pazienza, per aver assecondato il nostro desiderio di vivere e far vivere viaggi intensi e sorprendenti.
Resteranno nel nostro bagaglio di ricordi indelebili l'aurora di Sólheimar, le stelle alla Laguna di Fjallsárlón, la bufera che ci ha inchiodati a Freysnes per 5 ore con vento a 220 km/h, le onde di Vík, le nevicate, i tanti sorrisi, le confidenze e l'atmosfera serena che ha accompagnato queste settimane in Islanda.
A tutti i viaggiatori il nostro ringraziamento.






















lunedì 15 dicembre 2014

Avvicinamento alle Isole Faroe


Isole remote da ogni punto di vista. Lontane, sperdute, fuori dal tempo e anche dallo spazio a noi familiare. Sono abitate da un popolo strano, multicolore. Parla una lingua che sembra un esercizio a chi produce i suoni più buffi. Quando li produce. Sì perché due faroesi possono stare uno di fronte all'altro in silenzio per ore. E' facile per chiunque provenga da un altro paese pensare di aver a che fare con persone scontrose o inospitali. Non è così ma 500 chilometri di oceano per secoli e secoli hanno plasmato un linguaggio - nel senso più vasto del termine - completamente diverso da quello dell'Europa continentale e dell'America. Pensano, percepiscono il tempo (e quindi la fretta, il ritmo, le stagioni, le relazioni) in modo diverso da noi. Per questo è importante avere un "interprete", possibilmente locale, che aiuti a comprendere una terra, una cultura, uno spazio tanto lontani da ciò che siamo abituati a vivere quotidianamente.
Le Isole Faroe sono fatte di scogliere inaccessibili, creste affilate come lame, villaggi costieri in cui la vita assomiglia a quella di una base lunare: nessun contatto diretto con il resto del mondo, silenzio assoluto, autosufficienza forzata (materiale e mentale).
Sono Isole verdissime, frutto di una storia geologica affascinante che le lega, non solo culturalmente, alla sorella Islanda. Il mare è tutto, vita, morte, sostentamento, fuga e prigionia. L'Oceano Atlantico qui produce giochi incredibili. La corrente, per esempio. Quando ti allontani dalla capitale Tórshavn inevitabilmente attraversi un ponte su un fiume impetuoso. Al ritorno, poche ore dopo, il fiume scorre in senso opposto. Un'illusione? Mi sono perso? Forse era un altro ponte? No, in realtà quello non è un fiume ma un braccio di oceano che separa due isole, Eysturoy e Streymoy, e quella è la corrente di marea, cambia verso ogni sei ore. Raggiunge i 14 metri al secondo. Se sei in mare e non hai un motore potente questa corrente ti trascina a miglia e miglia di distanza dalla tua isola. Per questo i faroesi sono marinai straordinari.
A proposito di Islanda. Quando il "default" ha travolto i fratelli islandesi nel 2008 il parlamento faroese ha deliberato un prestito da 40 milioni di Euro a favore dell'Islanda. Un'enormità se si considera che alle Faroe vivono solo 48 mila persone. Soldi faroesi, non danesi. E' una lunga storia, ma l'origine di questa decisione va cercata nella solidarietà che deriva dal comune, atavico desiderio di indipendenza dalla matrigna Danimarca. L'Islanda, nel 1944, ce l'ha fatta, le Faroe no. Nel momento di massima debolezza della nazione Islanda, e di fronte al rischio che l'Isola potesse cadere di nuovo sotto il controllo dichiarato o subdolo di altre nazioni, i faroesi hanno scelto di tassarsi, correndo il rischio di rimetterci, per un ideale sempre vivissimo di libertà. Briciole di fronte alla voragine lasciata dalle banche private islandesi, ma dal punto di vista simbolico questo gesto resterà inciso nella storia delle relazioni fra i due popoli.
90° EST ha in programma un viaggio alle Faroe dal 17 al 24 giugno 2017.

giovedì 27 novembre 2014

L'eruzione di Bárðarbunga in Islanda: strategie di 90° EST per l'estate 2016




L'eruzione di Bárðarbunga è terminata il 28 febbraio 2015 e l'area è accessibile con i 4X4 modificati di 90° EST. Oggi Holuhraun, il territorio in cui è avvenuta l'eruzione, è un'immensa colata di nuovo basalto che sorge direttamente nel mezzo del più grande deserto sabbioso d'Europa. E' meta di tutti i nostri viaggi che attraversano gli Altopiani Centrali e Orientali. Il testo che segue è stato scritto il 27 novembre 2014 e si riferisce alla situazione di quei giorni.

Chi segue 90° EST sa che dal 29 agosto 2014, nel cuore più remoto degli altopiani d'Islanda è in corso una delle eruzioni vulcaniche più imponenti degli ultimi secoli. Il responsabile è il grande vulcano Bárðarbunga.
Da una frattura del terreno lunga un paio di chilometri fuoriesce magma con una portata variabile fra 130 e 300 metri cubi al secondo, un vero e proprio fiume impetuoso che in tre mesi ha generato una vastissima colata di circa 75 chilometri quadrati.
L'eccezionalità dell'evento sta non solo nell'enorme volume di magma che raggiunge la superficie (complessivamente, fino ad oggi, 1,4 chilometri cubi), ma, soprattutto, nella complessa e unica dinamica dei fenomeni geologici che hanno accompagnato questa eruzione. L'eruzione di Holuhraun, questo il nome della località in cui il fenomeno si svolge, sta fornendo al mondo scientifico una tale mole di informazioni da rivoluzionare la nostra conoscenza sulla dinamica del nostro Pianeta. Università di tutto il mondo hanno installato strumenti di misura negli altopiani d'Islanda e stanno raccogliendo informazioni come mai era accaduto in precedenza.
90° EST, con i suoi geologi, frequenta abitualmente questa regione remota, accessibile solo per poche settimane all'anno e solo con mezzi 4X4 appositamente modificati. Il deserto in cui si trova Holuhraun è infatti presente in tutti i nostri itinerari dedicati all'Islanda centrale ed orientale. Nell'agosto del 2014 eravamo lì, come ogni anno, con un gruppo di viaggiatori e abbiamo avuto il privilegio di assistere al'inizio dell'eruzione. Per una settimana il nostro geologo Paolo Cortini ha collaborato con la RAI alla diffusione delle prime notizie in "presa diretta".
E per l'estate 2015? Al momento, 27 novembre 2014, l'eruzione prosegue con forza immutata e nulla lascia intendere che il fenomeno si avvii ad esaurimento. E' quindi possibile che l'eruzione a Holuhraun persista anche nel corso dell'estate 2015.
Com'è naturale che sia in questi casi il desiderio di osservare una simile meraviglia naturale deve fare i conti con la necessaria sicurezza. 90° EST conosce la regione di Holuhraun come poche altre organizzazioni al mondo e sta operando in collaborazione con le istituzioni islandesi per permettere ai propri viaggiatori di assistere a questo irripetibile fenomeno nel rispetto di rigide norme di sicurezza. Per i viaggi dell'estate 2015 90° EST sta predisponendo percorsi specifici che permettano di osservare l'eruzione da distanza di sicurezza e itinerari alternativi nel caso l'attività vulcanica non permetta di avvicinarsi a Holuhraun.
Considerando che raggiungere Holuhraun richiede un viaggio di circa 7 ore dal villaggio più vicino, di cui 6 su pista riservata a mezzi speciali, o di un'ora dal rifugio presso il vulcano Askja, in cui alloggiamo abitualmente, e che, anche in condizioni normali, l'avvicinamento a Holuhraun è possibile comunque in condizioni ambientali particolari, la necessità di itinerari alternativi può richiedere anche un cambiamento degli alloggi rispetto al programma originario. Di tutto questo si sta occupando 90° EST per offrire, come sempre, l'esperienza più interessante, ricca e gratificante.
Webcam 1    Webcam 2

domenica 23 novembre 2014

Buon Viaggio Samantha!


C'è un filo sottile che lega i gruppi di 90° EST che attraversano gli altopiani d'Islanda con gli astronauti di una missione spaziale. Non sto scherzando. Anche noi viaggiamo pressoché isolati per alcuni giorni come gli occupanti di un modulo spaziale, anche noi proviamo l'esperienza di essere i primi uomini a calpestare certi terreni (succede davvero), anche noi percorriamo luoghi "alieni" in cui l'uomo non potrebbe vivere se non protetto da strutture speciali, anche noi, sebbene con finalità prevalentemente divulgative e contemplative, ci nutriamo di scienza, anche noi osserviamo scenari, e la Terra stessa, da punti di vista che nessuno ha mai sperimentato, anche noi proviamo la sensazione eccezionale di essere di fronte a qualcosa di immenso e straordinario che, in quel momento, esiste solo per i nostri occhi. E' una condizione che conosce chi ha viaggiato con noi fino a Holuharun, chi ha attraversato il deserto di Ódáðahraun e i rilievi ad Est di Askja, chi ha camminato sull'altopiano che separa l'Arnarfjordur dal Talknafjordur, chi ha passeggiato sul Vatnajökull, in assoluta solitudine, durante i giorni nella regione di Fljótsdalur, chi ha sostato in certe area della Riserva Naturale di Fjallabak..
Sarà per questo che in questi giorni tanti viaggiatori hanno voluto condividere con noi il successo della missione Rosetta e le fasi preparatorie della Missione Futura, oggi in partenza da Bajkonur con l'italiana Samantha Cristoforetti. Sarà perché certe aree d'Islanda sono quanto di più "extraterrestre" la Terra possa offrire*. Sarà anche per quel piccolo stato di disagio che accomuna chiunque abbia vissuto certi territori: la difficoltà di trasmettere ad altri le emozioni provate "La foto non rende..." Non riesco a spiegarti..." "Era come se...".
In ogni caso stasera Samantha Cristoforetti parte per la Stazione Spaziale Internazionale a bordo della Soyuz. Buon viaggio e buon divertimento.
Volevo fare l'astronauta. A modo mio ci sono riuscito.

*Gli equipaggi delle missioni Apollo si esercitavano proprio dentro e intorno al vulcano Askja, ritenuto l'ambiente terrestre più simile a quello lunare.
I complottisti ritengono che ad Askja si sia anche materialmente realizzato l'allunaggio...:)

giovedì 20 novembre 2014

Vedano al Lambro (MI), Giovedì 4 dicembre - ore 21.00

Enrico Noseda presenta il suo reportage dal viaggio di 90° EST:
"La Stagione delle Sorprese. Islanda in 4X4 con un geologo"
Ecco una buona occasione per scoprire l'Islanda di 90° EST attraverso la voce, le immagini e filmati di un viaggiatore.
Saremo presenti anche noi di 90° EST.
Iscrizioni e altri appuntamenti su:
www.90est.it/incontri

mercoledì 12 novembre 2014

12/11/2014 Rosetta landing - Una giornata memorabile per la scienza

Per tutti i geologi le comete sono oggetti che emozionano. Le comete possono essere considerate come frammenti di ciò che il sistema solare doveva essere prima della formazione dei pianeti, una sorta di distillato di un passato lontanissimo in cui erano già presenti i germi di tutto ciò che il nostro sistema stellare sarebbe diventato miliardi di anni più tardi. Le comete sono quindi la testimonianza più affascinante e più realistica delle nostre origini, comprese, forse, le origini della nostra vita. Studiare le comete significa quindi studiare l’inizio della storia del sistema solare e di tutto ciò che si è verificato intorno al Sole negli ultimi miliardi di anni. La loro traccia chimica, come fosse un’impronta digitale fossile, può essere scorta ancora oggi nelle rocce più antiche e profonde, nei magmi, ricorre nelle Scienze della Terra come il testo originario di una scrittura antichissima, un messaggio universale da cui tutto discende. Ma le comete sono oggetti difficili da studiare. Sono ammassi di materia infinitamente più piccoili di tutto ciò che normalmente può essere osservato intorno al Sole, si muovono secondo traiettorie distanti da quelle dei pianeti, diventano visibili solo quando l’energia del Sole inizia a vaporizzarne la superficie, incapsulandole in una nube lattiginosa di gas che cela ogni dettaglio morfologico. Oggi il modulo Philae della sonda Rosetta si è posato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. E’ la prima volta che l’uomo “tocca” una cometa. Per la geologia e per le scienze che puntano il loro sguardo su tutto ciò che il sistema solare contiene è una giornata memorabile. Volendo azzardare un paragone è un po’ come se un antropologo potesse stringere la mano ad un Uomo di Neanderthal. Studiare la materia di cui è fatta una cometa significa osservare il primo mattone da cui l’intero sistema solare ha preso origine. Per questo la missione Rosetta è così importante e ambiziosa. Ecco la cronaca della giornata.
   
 "Rosetta is trying to answer the very big questions about the history of our Solar System. What were the conditions like at its infancy and how did it evolve? What role did comets play in this evolution? How do comets work?" Matt Taylor, ESA Rosetta project scientist.

martedì 21 ottobre 2014

Viaggio alle Isole Faroe

Isola di Viðoy
Nell'Atlantico Settentrionale, fra Islanda, Norvegia e Scozia, sorge un sorprendente arcipelago di 18 isole verdi ed accidentate, le Isole Faroe. Sono abitate da un piccolo popolo fiero ed accogliente, discendente dai coloni Norvegesi che hanno raggiunto le Isole nel nono secolo. Non aspettatevi però tratti somatici tipicamente vichinghi. Nei secoli sono infatti approdati sulle coste delle Faroe pirati saraceni e turchi, pescatori e naufraghi da mezzo mondo. Il risultato, oggi, è a dir poco multicolore.
La morfologia delle Isole Faroe, determinata dalle stesse forze geologiche che hanno plasmato la vicina Islanda, offre scogliere altissime ed inaccessibili, fiordi profondi e canali percorsi da correnti impetuose, panorami suggestivi in cui le nuvole giocano ad incappucciare le vette come se fossero berretti di lana.
Inutile dire che l'arcipelago sembra fatto apposta per offrire riparo a qualsiasi creatura si trovi a transitare per aria o per mare in quel tratto di Atlantico. Gli uccelli fanno a gara per conquistarsi il loro metro quadrato di scogliera. Sule, Pulcinella di Mare, Fulmari, Alche, Urie, Corvi...si riproducono qui approfittando dell'incredibile ricchezza delle acque dell'Oceano e della protezione offerta dalle altissime falesie.
I faroesi sono stati "selezionati" dalla furia del mare e sono oggi naviganti abilissimi. Sarebbe un peccato non sfruttare questa opportunità per osservare le Isole dal mare.
Per un viaggiatore proveniente dall'Europa continentale la sensazione di isolamento e di precarietà è onnipresente. E' inevitabile osservare ogni attività umana con la consapevolezza che tutto si debba svolgere in pochissimo spazio, in gran parte inaccessibile. Si può far finta di niente finché si resta nella capitale, Tórshavn, e sulle due isole maggiori, Eysturoy e Streymoy, ma l'esperienza diventa intensa quando si visitano le isole minori come Mykines, Nolsoy o Koltur, tutte abitate, sebbene da un pugno di famiglie. Altri ritmi, rispetto ai nostri, altre priorità, altre dimensioni, da secoli e secoli.
90° EST ha in programma un viaggio di una settimana alle Isole Faroe nell'estate 2016.